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Come far funzionare il matrimonio

La vita matrimoniale non è fatta tutta di momenti idilliaci, in cui le cose filano lisce e ci si ritrova d’accordo e in sintonia su tutto. Niente affatto. E, del resto, neanche sarebbe del tutto corretto se fosse sempre così, ci sarebbe comunque qualcosa che si è impicciato da qualche parte, un ingranaggio che non funziona come dovrebbe.

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La vita a due è un incastro di umori, necessità, tempi, sensazioni, pensieri… quasi sempre sfasati, quasi sempre controtempo.

La vita a due non è tutta una strada a due corsie dove si cammina in parallelo. A volte diventa ad una corsia sola e si cammina in solitudine e questo non è detto essere necessariamente un male, perchè se poi al prossimo incrocio ridiventa a doppia corsia e ci si ritrova uno di fianco all’altra, allora abbiamo più cose da raccontarci e più punti di vista da rivedere. Ci siamo arricchiti e si va avanti, guardando nella stessa direzione.
Potrebbe anche essere che in quei tratti in solitaria ci si ritrovi uno dietro l’altro, basta voltarsi indietro per vedere che l’altro c’è e magari ti sta guardando le spalle e neanche te ne eri accorta.
Nella peggiore delle eventualità, può capitare che le strade siano proprio divergenti e le si sta percorrendo all’insaputa dell’altro, allontanandosi sempre di più.

Capita. Capita più spesso di quanto si possa pensare.

Moglie e Marito – il film

come far funzionare il matrimonio

Questo è quanto è accaduto alla coppia di questo film “Moglie e Marito”, con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak (fa-vo-lo-si entrambi!).

Sofia e Andrea sono sposati da diverso tempo, hanno due figli piccoli, hanno carriere avviate e impegnative. Hanno i loro interessi e la loro vita è fatta da mille impegni, un po’ come in tutte le famiglie. Spesso i tempi per parlare e stare insieme non si riescono a trovare. Sono così presi dalla routine e dal proprio punto di vista per non accorgersi di quanto si stiano allontanando l’uno dall’altra. Non si riconoscono più. Ammettono di avere un problema, il loro matrimonio è quasi al capolinea, fino a quando…

Fino a quando non accade qualcosa di incredibile: a seguito di un esperimento di Andrea, brillante medico neurochirurgo, ricercatore e studioso del cervello umano, i due si scambiano il corpo, ovvero, la mente di Sofia entra nel corpo di Andrea e viceversa. E questa sarà la formula che dirà loro come far funzionare il matrimonio.
Il gioco dei ruoli è completamente ribaltato.
L’uno vive la vita dell’altro, vestendone letteralmente i panni.
E’ l’apoteosi dell’empatia.

Empatia: dal greco en – dentro, pathos- sentimento

Le responsabilità, i ritmi, i pensieri, le difficoltà, le aspettative, gli sforzi, la stanchezza e la solitudine… uno vede e sente tutto esattamente come se fosse l’altro, pur non essendolo totalmente.
Ed entrambi capiscono molte cose e capiscono che si stavano annientando a vicenda, distruggendo quello a cui prima tenevano di più al mondo.

Pierfrancesco Favino è esilarante nei panni di lei, esilarante! Decisamente più godibile di Mel Gibson in “What women want”, molto più attento alla gestualità femminile, alle espressioni, ai movimenti anche impercettibili del viso.
Kasia Smutniak, pur essendo una bomba di donna, molto femminile e sensuale, riesce a trasformarsi e diventare mascolina, sia nei movimenti e sia nel modo di esprimersi, completamente sgraziata e a tratti sgradevole. E’ eccezionale il lavoro che ha fatto su se stessa.

Sono divertentissimi alcuni punti del film, da sganasciarsi dalle risate! Tutto condito da equivoci e situazioni imbarazzanti (immaginate quando Andrea, nei panni della moglie, sente che sta arrivando il ciclo… con il livello di sopportazione del dolore tipico di un uomo, in pratica, è una tragedia!).

Tutto questo per dire che il film è davvero carino, perfetto per trascorrere una serata e farsi quattro risate. Ovviamente non è adatto ad un pubblico di bambini, non tanto per le tematiche trattate (si potrebbe anche fare, direi), quanto per il gergo spesso utilizzato… non vorrei fare la bacchettona, ma non va bene per bambini al di sotto dei 12 anni, dai.

Insomma, è un film divertente… ma che fa capire che non sempre il nostro punto di vista sia necessariamente l’unico plausibile e che per salvare il matrimonio, a volte, basta mettersi nei panni dell’altro, in maniera reciproca per capire tante cose e per ritrovarsi.

E buona visione.

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