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Cosa regalerò davvero a Natale ai miei figli

Sulle letterine per Babbo Natale dei miei figli, le liste dei desideri si allungano sempre di più: più passa il tempo e più si aggiungono cose. Ho solo l’imbarazzo della scelta su cosa regalargli.

L’infinita lista di desideri

Mentre penso a quanto sono fortunati, noto che, una volta aggiunto l’ultimo gioco su quella lista, il desiderio di possederlo si è già affievolito e l’attenzione è immediatamente spostata alla ricerca del prossimo fantastico regalo da inserire.

Come se non fosse mai abbastanza, come se mancasse sempre un pezzo per ritenersi soddisfatti, come se mettere un punto a quella lista fosse impossibile.

Giochi di ogni tipo, accessori, l’ultimo robot apparso in televisione, l’ultimo cd delle canzoni preferite, l’ultimo paio di scarpe più alla moda… e poi? Che altro aggiungere? Non basta così?
No. Non basta mai.

Finora avranno scritto almeno 2 letterine per Babbo Natale ciascuno, per un totale complessivo di 6 lettere. SEI.
E considerate che non sempre lo stesso desiderio appare in ogni lettera.
Insomma, ci vorrebbe un portafogli a fisarmonica alla Raul Casadei, avete presente?
Ovviamente ho detto loro che Babbo Natale sceglierà lui stesso cosa regalare, perchè è impossibile che riesca a portare tutto, non è giusto nei confronti degli altri bambini… e via discorrendo.
Sembrano aver afferrato il concetto, ma so per certo che quando scarteranno i pacchetti sotto l’albero e noteranno che qualcosa mancherà, un pizzico di delusione ci sarà. O forse non se ne ricorderanno nemmeno? Sono troppe cose da ricordare, del resto.

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Ma va bene così.

Cosa regalare a Natale ai miei bambini allora?

Ho deciso di regalare tempo a loro, con loro. Non per loro, ma per me, stavolta lo faccio per me.

Senza fare nulla di speciale. Anche a stare in casa. Tempo per noi. Quel tempo che non ho mai, quel tempo che rimando sempre, quel tempo in cui rispondo sempre di fretta e anche un po’ scocciata: “Arrivooooooo”.
Tempo anche senza fare niente, tempo trascorso davanti ad un film, oppure a fare la lotta sul lettone. Tempo a leggere quella favola in più che mi richiedono sempre la sera, ma che distrutta dal sonno oppure presa dalle altre mille incombenze, non leggo.
Tempo per rimandare le faccende di casa, tempo che avremo perchè non si avranno i soliti appuntamenti di routine.
Tempo. E basta.

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Ora che sono cresciuti è diventato divertente stare con loro, prima era faticoso e basta. Era tanto faticoso. Non ho dei grandi ricordi di spensieratezza e leggerezza, quando erano piccoli: pappe, cacche, pannolini, pisolini, capricci, malattie, pianti e notti insonni erano un susseguirsi così serrato che non mi accorgevo se fuori era Natale o ferragosto. Era sempre lo stesso ritmo, la stessa solfa. Trascorrere del tempo con loro non era una scelta, era d’obbligo. E non la vivevo affatto bene.
Ora non è più così. Ora è bellissimo!

E sono fortunata per poter fare questa scelta, perchè l’azienda per cui lavoro chiude in questo periodo e posso starmene a casa senza pensare a nulla.
Poco importerà puntare la sveglia la mattina. Poco importerà a che ora si mangerà e a che ora si andrà a letto.

Andremo a fare la spesa insieme e sceglieremo di volta in volta cosa cucineremo. Usciremo, quando ci andrà, quando non ci andrà rimarremo a casa.
Via libera a tornei con i video giochi e a rincorrerci per casa.

Riusciremo a mettere forse in ordine la libreria e la videoteca.
Faremo la pizza in casa, chiameremo gli amici, forse riusciremo a vederli tutti.
Lo stereo manderà sempre musica, di ogni tipo, e canteremo e balleremo.
Ci sarà sempre una coperta sul divano per schiacciare un pisolino e ci sarà sempre un piatto sul tavolo con mandarini da sbucciare e mangiucchiare.
Ci saranno lucine accese e candele profumate.
Ci saranno lego da montare e smontare.
Ci saranno dvd dei nostri film preferiti da rivedere mille volte.
Ci saranno momenti di noia e di calma.
Ci saranno anche momenti di litigio e di compromessi da trovare e se poi non si troveranno, ciascuno troverà il proprio equilibrio e la pace (forse) ritornerà.
Ci saranno pacchi di farina e telefono della pizzeria a portata di mano.
Ci saranno nuovi libri da leggere e vecchi da risfogliare.
Ci saranno compiti da fare ed esercizi da correggere. Ma lo si farà con quella calma che non ho quasi mai, perchè ho altre mille cose da fare.

Insomma… questo è ciò che regalerò veramente ai miei figli, e a me.
Che poi, quando avranno quindici anni, non ne vorranno più sapere di tutto questo.
Quindi, ora, me la godo!

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