Last Updated on 28 Novembre 2018 by Micaela

L’entrata in classe.
E’ questo, più di altri, il grandissimo problema che ha Miriam.
Separarsi da me, entrare nell’edificio da sola, sgomitare in mezzo agli altri che corrono, spingono, urlano, chiamano, salutano, tutto questo la terrorizza e la pietrifica.
Si sente spaesata, smarrita, sola.
E un po’ lo è. Perchè è così che adesso funzionano le cose.
Alla scuola dell’infanzia la accompagnavo fin dentro l’aula, adesso la devo salutare all’entrata dell’edificio, in mezzo ad un caos infernale di mamme e bambini.

Ok, funziona così, ha sempre funzionato così, e siamo tutti vivi, lo riconosco.
Ma è difficile. Soprattutto per una bimba così sensibile e introversa come Miriam.

Le maestre mi hanno assicurato che una volta in aula, si calma immediatamente ed il resto della giornata scorre tranquillamente. E ci credo.
Ma salutarla tra le lacrime, i singhiozzi e quegli occhi terrorizzati, mi strazia l’anima, mi fa diventare il cuore piccolissimo, perchè so come è fatta lei… e sono convinta che lo farebbe anche se la accompagnassi fino al banco tutte le mattine, lo so.

Ma dobbiamo superare anche questa, sia io che lei. E’ solo l’inizio.
La mia paura era che tutto questo non la aiutasse ad inserirsi, la bloccasse in qualche modo: abbiamo fatto così tanto per superare tanti piccoli grandi ostacoli, che adesso sarebbe un vero peccato perdere tutto per strada, no?
Allora ho telefonato alla logopedista, chiedendo aiuto, ma soprattutto consolazione.
E lei, mi ha capita, mi ha scosso, mi ha tranquillizzata.

“I bambini hanno le spalle più larghe di quel che si pensa”

E’ vero. I bambini si adeguano alle situazioni in maniera più fluida, più naturale.

“Non le faccia sentire questo suo stato d’animo, sia serena lei e lo sarà anche la bambina”

Vero. Ma non è facile, eh?! Chi mi dà un libretto di istruzioni per cacciare indietro le lacrime e la mia paura?

“Sdrammatizzi! Faccia vedere di non dare peso alla situazione, rida! La risata è contagiosa!”

Per fare la pagliaccia, non ho eguali!

“Se la bimba scopre che questo è il punto debole della mamma, lo userà più e più volte!”

Furbastra! E io che arrivo in ufficio con un nodo in gola che non va giù neanche con un doppio cappuccino!

“Se afferra che la sua paura è un blocco del linguaggio o altro, allora accadrà!”

E no, eh? Non facciamo scherzi!
Vabbè, induriamoci la corazza e andiamo avanti, sia io e soprattutto lei!

E poi, lasciamo stare il capitolo delle mamme tutte pimpanti e orgogliose, che ogni volta che mi vedono affranta, fanno la faccia perplessa e mi chiedono: “Ma come mai? il mio entra tutto contento?! Già ha iniziato a leggere, scrivere, fare la radice quadrata e ha conosciuto tutta la classe, oggi pomeriggio studierà con il suo amico del cuore a casa… “
Ma andatevene a farvi friggere, va… ma in olio bollente, eh!
10 pensiero su “In prima elementare, qualche utile consiglio”
  1. Se vuoi io ho diversi insulti pronti all’uso. Ma che nervi ste madri.pat Pat x le tue- vs ansie…ma siete state brave superarne altre! Anna

  2. Ricordo ancora con odio una mamma del nido che quando vedeva mia figlia in lacrime (tutte le mattine per un anno…) mi diceva: ” ma perché piange così? Non capisco carletto è così contento…” avrei spaccato la testa contro l’armadietto a lei e carletto….
    Silvia

    1. ahahahahahah… ma perchè siamo così spietate tra di noi, mamme? Non sarebbe meglio un piccolo incoraggiamento per chi è in difficoltà?
      Non sai quanto ho apprezzato una mamma, stamattina, quando ha assistito la scena, mi ha visto allontanarmi, mi ha raggiunta e mi ha stretto un braccio in silenzio, in segno di: “Su, coraggio… passerà…”. Mi ha fatto bene.

  3. Sapessi come ti capisco ti seguo da un po’, sono mamma di due gemelle di 6 anni anche loro quest’anno scuola. Non hanno mai avuto problemi all,asilo, ma a scuola dopo il 4 giorno che andavano una delle due : giada ha incominciato a piangere disperata si è attaccata a me è non riuscivo a staccarla. morale della favola sono arrivata in classe ad accompagnarla e poi sono venuta via lasciandola piangere come un’acquila, nel frattempo aveva già contagiato sia sua sorella che un altra bimba. Speriamo bene in domani, il lunedì ci aspetta, un forte abbraccio.

  4. Ti capisco, anche io vedo mia figlia spaventata dal momento del saluto alla porta, era già difficile alla materna ma la maestra era subito pronta ad accoglierla. Ora attendiamo l’ arrivo di un’amichetta, appena la vede ricaccia dentro le lacrime e si stampa un bel sorriso sulla faccina. A quel punto sono io che piango perché si dimentica di salutarmi 🙂

  5. Non è facile lasciarli lì mentre piangono… ma è vero loro hanno le spalle più larghedelle nostre e soprattutto si adattano meglio di noi alle situazioni nuove… In bocca al lupo!!!!!

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