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Serve avere il biglietto da visita?

Nell’era di internet, dei social network, dei contatti in ogni luogo e in tempo reale, serve avere il biglietto da visita cartaceo?

Quando ero piccola, ammiravo con stima e orgoglio il pacchetto di biglietti da visita che aveva il mio papà.
Erano semplicissimi: cartoncino bianco, squadrato, con su scritto in carattere corsivo il titolo di studio, nome e cognome, numero di telefono (ovviamente quello di casa, che non esisteva ancora il cellulare, appartengo ad un’epoca preistorica, lo so!) e indirizzo di casa.
Li teneva conservati in una piccola scatola nel cassetto del salone. E ne era gelosissimo.
Non c’era un logo sopra. Del resto, nemmeno si sapeva cosa fosse un logo.
Niente arzigogoli o disegni.
Niente altri riferimenti. Che altri riferimenti si potevano avere oltre ad un altro numero di telefono fisso di ufficio, nel caso?

Immaginavo a quando anche io li avrei avuti e li avrei dati a colleghi ed eventuali conoscenti.
Ma quel giorno non è arrivato immediatamente, perchè non è che mi siano mai serviti effettivamente. O perchè me li forniva direttamente l’azienda per cui lavoravo, oppure perchè… perchè tanto ci sono i social network, cosa vuoi farci con un biglietto da visita?

Ma insomma: a che serve avere il biglietto da visita oggi?

Quindi la domanda vera da fare è: serve ancora avere il biglietto da visita?

La mia personale risposta è sì.

E ora argomento anche perchè lo dico a gran voce.

Il biglietto da visita, oggi, serve se ti vuoi far conoscere e riconoscere, soprattutto se frequenti ambiti in cui puoi trovare possibili clienti o comunque persone interessate a quel che fai e che vorrebbero seguirti. E’ una sorta di “memo” per dire: “Hey, mettimi tra i contatti che prima o poi ti potrei servire!”.
Se vai ad un evento, una riunione, se incontri anche per caso qualcuno che poi vuoi che ti contatti, ecco che puoi tirare fuori il tuo biglietto da visita.

L’utilità è la stessa: cambia la sua “durata”

Ecco a cosa serve. Esattamente come era quando ero piccola io. La grossa differenza è che la vita del biglietto da visita, oggi, è di gran lunga inferiore a quella che poteva avere anni fa: una volta che i tuoi dati vengono inseriti nell’agenda elettronica, nello smartphone o nei contatti Google, il tuo biglietto può tranquillamente andare perduto, non serve più.
Non solo.

Tante possibilità di contatto

Altra grande differenza è la necessità di inserire in un piccolo cartoncino, una serie anche lunga di possibilità di contatto: indirizzo email, account facebook, linkedin, instagram, twitter… e via discorrendo.
Quindi è possibile vedere oggi biglietti da visita colmi di informazioni, ma anche di slogan, frasi, citazioni…

Quindi, come deve essere il buon biglietto da visita?

Ovviamente, farcirlo di informazioni inutili, di per se’, è sbagliato: meglio mettere solo i contatti che si usano veramente, non le pagine facebook abbandonate o l’indirizzo email che si controlla due volte l’anno, no?

Poche informazioni ma vere

Come tutte le cose che girano attorno alla comunicazione, deve appunto comunicare. Deve colpire l’attenzione e lasciare un minimo di segno in chi lo riceve, in modo tale che, quando se lo ritroverà in tasca a distanza di tempo possa dire: “Ah, sì, eccolo dov’era! Volevo proprio contattare questa persona!“, invece di dire: “Ma che è sta roba? Di chi è? Chi è sta tizia qui?” e cadere quindi nel dimenticatoio più assoluto.

Lascia spazio per l’improvvisazione del momento

A mio avviso, anzichè riempire i biglietti da visita di migliaia di informazioni, di foto e slogan lunghissimi, sarebbe meglio lasciare degli spazi vuoti.
Bisogna trovare un simbolo o dei colori che ci caratterizzano e lasciare la possibilità di scrivere all’ultimo momento a penna qualcosa sopra per dare maggior specificità, non solo al biglietto, ma all’incontro avvenuto. Non ricordo su quale libro ho letto questo suggerimento, ma l’ho trovato illuminante ed efficace: quando si lascia un biglietto da visita a qualcuno, è buona abitudine quella di scrivere a penna noi stessi, nel momento che lo diamo, una frase, un riferimento all’occasione in cui lo stiamo dando.
Se ad esempio lo stiamo dando ad una persona con cui abbiamo parlato di un argomento specifico in quella circostanza, oppure con cui abbiamo condiviso un evento o qualcosa di simile, scriviamo al volo di quel fatto specifico. E’ un modo per tenere il filo del discorso e per personalizzare quel cartoncino.
Così facendo si esce dall’anonimato, non credete?

E poi… è bello avere il biglietto da visita!

Altro motivo per avere dei biglietti da visita, per me, è perchè sono belli! A me piace tutto ciò che ruota attorno ai gadget di cartoleria: diari, quaderni, penne e matite particolari, accessori, post-it… e bigliettini! Ah! Questa è una vera mania, lo so.
Quindi il mio me lo sono fatto come piace a me: semplice ma non troppo “pesante”.

Sconsiglio di utilizzare scritte in rilievo o effetti speciali particolari, proprio per il motivo che dicevo prima, per cui il biglietto da visita non ha vita così lunga, una volta consegnato, quindi sono soldi sprecati.
Invece consiglio di utilizzare un cartoncino resistente e non uno che si possa facilmente spiegazzare. Mi piacciono le cose che rimangono ordinate anche se si dovessero maltrattare in borsa!

Che altro dire?
Se volete sapere come ho fatto i miei biglietti, potete vedere come realizzare dei biglietti da visita personalizzati in maniera molto facile e guidata sul sito che ho utilizzato.

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