5 mosse per vincere la pigrizia #fitnessmanontroppo

Di base sono pigra.
Mi sono da tempo imposta di fare movimento e in parte ci sono riuscita. Ho cambiato piano piano la mia mentalità da “culodipiombo” che prevedeva di fare del movimento soltanto se era giustificato da un abbonamento in una qualche palestra.

Come vincere la pigrizia ed entrare in un circolo virtuoso

Come vincere la pigrizia non è immediato, ma è banale, nel senso che quello che sto per dirvi è qualcosa che vi è in parte noto, ma a me è servito sentirmelo dire per realizzare che potevo farlo.

La mentalità di base che sto cercando di realizzare è di cogliere qualsiasi occasione per fare movimento, anche perché di andare in palestra non mi va proprio: e prepara la borsa, e trova il tempo di andare, e fai quelle cose noiosissime in palestra, e ricambiati, e ritorna, il tutto di sera, ovvio, quando me cala la palpebra. No, non fa per me. Neanche ci ho provato, a dire il vero.

vincere la pigrizia

Quindi ora non trovo più pretesti per stare addivanata, ovvero, sì, ci sto, ma non sempre: a volte mi costringo a superare quel momento di pigrizia pensando che se non faccio così invecchio prima e male.

Insomma, primo passo per costringermi a muovere, è stato l’acquisto di un contapassi.

Non ho preso quello superaccessoriato, superfigo, super di design, no, ho preso quello minimal, quello che fa il dovere suo e non rompe le scatole, con poche funzionalità, ma buone. Anche perché, più è complicato e meno lo utilizzerei. Andiamo sul basic.

#fitnessmanontroppo:  come vincere la pigrizia in piccole mosse

  1. Il contapassi

Ho preso il vivofit della Garmin, casa che è una garanzia in fatto di accessori tecnologici per sportivi. Sportivi. Mi fa un certo effetto dire sta parola.
(Se volete approfittarne ora, poi, c’è un super sconto su Amazon… direi che è imperdibile!

I vantaggi di avere il contapassi sono tanti: riesco a monitorare l’attività effettiva che faccio durante la giornata, mi sono accorta che c’erano giorni in cui veramente non facevo nemmeno 4.000 passi. Ma nulla! Ho realizzato che ciò era male. Molto male.

contapassi
L’aggeggio mi dà un obiettivo della giornata e mi avverte se sto per troppo tempo ferma. Poi, certo, sono io a decidere se fare qualcosa oppure no, ma vedere quella linea che diventa rossa sul display che sta ad indicare che il mio sedere sta facendo provincia, ecco, un minimo di sprono ad alzarlo, anche solo a fare un giretto in casa, me lo da.

  1. Piccoli obiettivi realizzabili

Avendo detto che sono pigra, immaginerete che per me, arrivare a 10.000 passi al giorno, è già tantissimo, ma è raggiungibile. E più vado avanti e mantengo questa promessa e più sta diventando automatico farlo.
Colgo l’occasione per accumulare passi con più facilità: faccio più spesso le scale, parcheggio l’auto quei 10 passi più lontano dall’ufficio, quando accompagno i bimbi al parchetto, non sto sempre seduta sulla panchina, ma cerco di fare qualche passo in più e vedo che l’obiettivo si avvicina sempre di più e si raggiunge.
E mi sento meglio, di testa.
Se mi ponessi degli obiettivi troppo ambiziosi e irraggiungibili, mollerei al secondo tentativo dicendo che non fa per me.
Una volta che l’obiettivo raggiunto diventa facile ripeterlo, allora alzo leggermente il tiro. Leggermente.

  1. Compagnia per l’attività sportiva

Avevo cominciato a fare le passeggiate con Marco, ed era bello condividere col maritozzo questo momento, solo che poi mi ha abbandonato nell’attività, perché lui aveva voglia di correre, quindi era come uscire separati. E io sono sprofondata nella noia più totale, tanto che poi ho cominciato a corricchiare anche io, ottenendo anche dei piccoli risultati soddisfacenti.
Ma il sovrappeso si sente tutto, soprattutto sulle ginocchia, quindi ho sospeso, nell’attesa di perdere ancora qualche altro chiletto.
E come ho risolto le camminate? Di farle in solitudine non se ne parla proprio. Ho trovato la mia amichetta di passeggiate e chiacchiere e i giri vanno via veloci e piacevoli.

  1. Esercizi facili che ci fanno stare bene

Ho assistito ad un workshop tenuto da una validissima trainer tutta adrenalina e muscoli in cui dava suggerimenti degli esercizi da svolgere in qualsiasi momento della giornata, anche in casa, tra una faccenda e l’altra e un figlio e l’altro, senza necessariamente cambiarsi e mettersi in tenuta ginnica e fare chissà che evoluzioni con tempo e capacità fisiche.
Ho scoperto che esiste un esercizio, il plank per l’esattezza, che è di una banalità estrema, ma anche di un dolore pazzesco, che pare sia molto efficace per tonificare la zona dell’addome e della schiena, insomma, il busto. E questo è buono.
Vi dico che ai primi 30 secondi ero morta. Ma sono stati sufficienti per farmi sentire dolore agli addominali il giorno successivo. Il che vuol dire che qualcosa è stato risvegliato. E questo è buono. E mi fa stare bene

  1. Approfittare di qualsiasi momento

Sempre a questo workshop si è detto che non è vero che l’attività fisica vale solo se viene fatta per un periodo di tempo continuativo, tipo per almeno 30 minuti di seguito o altro. Ovvero, sì, vale, ma vale anche se non si ha tutto questo tempo a disposizione ma si vogliono utilizzare 15 minuti. O anche meno.
Ecco, con questa conoscenza non ho scuse per dirmi che non ho tempo. Ce l’ho.

E voi? Riuscite a trovare il pretesto per muovervi anche poco, ma spesso e con costanza?
Avete altri suggerimenti per allungare questa lista?
Magari sapete  anche altre cose che fanno al caso mio.

Forse potrebbe anche interessarti:

 

1 commento

  1. Il contapassi mi mancava. Ottimo suggerimento! Finora ho usato un’app del cellulare però in effetti il cellulare non ce l’ho sempre addosso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *