Dov’è finita Audrey?

La mia adorata Kinsella, difficilmente sbaglia un colpo (anche se è capitato!) e pure stavolta non delude: “Dov’è finita Audrey?” è un romanzo veramente piacevole e ci avvicina al mondo dell’adolescenza.

KINSELLA primo libro per ragazzi di Sophie Kinsella
KINSELLA
primo libro per ragazzi di Sophie Kinsella

Credo che questa sia la prima volta che la Kinsella realizzi un romanzo che sia su misura anche per un pubblico adolescenziale. Sì, perchè la protagonista è lei Audrey, una ragazzina che ha disturbi comportamentali, a seguito di vari episodi di bullismo a scuola, che l’hanno costretta ad allontanarsi da quell’ambiente, perchè soffre di gravi crisi di panico,tanto da non esser più capace di uscire di casa e rivolgere parola ad anima viva, se non con persone della sua famiglia.
E proprio tutto intorno a questo personaggio, si snocciola la storia di una famiglia come tante: madre, padre e tre figli, di cui due adolescenti e in preda alla lotta caratteristica di questo periodo della vita.
La mamma è super ansiosa, sia per la figlia, come è ovvio, e sia per il figlio maggiore, ossessionato dalle sue partite ai video giochi in rete, capace di starsene per ore rinchiuso davanti ad uno schermo.
Il papà, il più delle volte, viene coinvolto suo malgrado dalla mamma nelle discussioni famigliari, da cui se ne terrebbe volentieri fuori, tranne che nelle circostanze importanti, in cui è presente e attento.

E così, i due fratelli più grandi si avvicinano l’una all’altro e diventano complici proprio quando i genitori fanno “muro” contro il maggiore, a seguito dell’ennesimo guaio da lui combinato e delle tante bugie che si inventava pur di continuare a giocare al suo pc.

Dietro i suoi occhiali scuri: dov’è finita Audrey?

Audrey, dal di fuori, viene vista come una ragazza misteriosa, che nasconde chissà quale segreto, dietro a quegli occhiali scuri dietro cui cela il proprio sguardo e si protegge dal mondo esterno. Le sue sedute con la psicologa tracciano il grafico dei suoi miglioramenti: un passo avanti e due indietro.
Poi arriva Linus, l’amico del fratello maggiore. Linus è capace di instaurare una via di comunicazione con Audrey del tutto particolare e fa breccia nel suo cuore, proprio perchè riesce ad infonderle fiducia in se stessa.

Un romanzo che mette in luce i diversi livelli di comunicazione tipici delle diverse generazioni: dopo tutto basta trovare un punto di incontro, abbassare la difensiva e provare a capire l’altro.

Con un buon compromesso si può arrivare ad entrare uno nel mondo dell’altro. Certo, non senza qualche difficoltà, ma le prese di posizione, non aiutano. Mai.

Un bel romanzo. Che suggerisco di leggere a molte mamme, ma anche a molte ragazze, che magari stanno attraversando quel tormentato tunnel che si chiama adolescenza.

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