Last Updated on 5 Agosto 2025 by Micaela

Con il suo nuovo Superman, appena uscito nelle sale cinematografiche, James Gunn firma non solo l’inizio del nuovo universo cinematografico DC, ma anche una vera e propria dichiarazione d’intenti: riportare l’eroe per eccellenza alla sua essenza luminosa, empatica, combattiva e profondamente umana. Il risultato è un film sorprendentemente stratificato, visivamente efficace e tematicamente attuale.

Il nuovo Superman un film davvero per tutti

Che si sia fan da sempre dell’alieno di acciaio, oppure non si sia mai visto un film di Superman, questa pellicola non necessità di sapere niente: si può guardare senza conoscere nulla di Clark Kent, di Luthor o di come sia finito sulla terra questo alieno. Tutto si snocciola semplicemente e senza riferimenti ad altri multiversi paralleli.

Superman 2025 è per bambini?

E quando dico che è per tutti, voglio proprio dire che il nuovo Superman è adatto anche ai bambini, esattamente come lo era quando usciva al cinema con Christopher Reeve, quindi con il primo superman per eccellenza. La storia è chiara, si sviluppa linearmente, il protagonista è positivo e senza dietrologie lugubri, persino il cattivo è rappresentato in maniera niente affatto cupa. Insomma, Superman è tornato ad essere per tutti davvero!

Se vuoi scoprire se tuo figlio è pronto per andare al cinema a vedere un film di supereroi, ti suggerisco di leggere il mio articolo: da che età cominciare a vedere i film dei supereroi.

Venti di guerra contemporanea

Gunn — che già in Guardiani della Galassia, The Suicide Squad e Super aveva dimostrato una capacità unica di mischiare ironia, azione e sentimento — trasporta Superman in un mondo che riflette il nostro. Qui, la guerra non è più solo uno scontro tra buoni e cattivi, ma una complessa macchina mossa da interessi economici, sete di potere e dominio sui territori. In questo contesto ambiguo, Superman appare come una figura anacronistica ma necessaria, un simbolo di speranza che tenta di restare integro in un mondo dove distinguere il giusto dallo sbagliato è sempre più difficile.

Superman – la storia

La storia non è la solita, trita origin story: non ci troviamo di fronte al classico racconto lineare della nascita dell’Uomo d’Acciaio. Gunn reinterpreta le origini di Superman con un linguaggio nuovo, moderno, capace di sorprendere anche chi — come me — è cresciuto a pane e Christopher Reeve. È una riscrittura rispettosa, ma fresca, che restituisce al personaggio la sua mitologia rinnovata e attuale.

David Corenswet raccoglie con grande dignità l’eredità di Henry Cavill e la fa sua, interpretando un Superman che non ha paura di mostrarsi vulnerabile. In una scena profondamente toccante, lo vediamo in lacrime — un alieno, sì, ma più umano di chiunque altro. È un uomo guidato dalle emozioni, dai legami con chi ama e, soprattutto, dalla consapevolezza che i veri genitori sono quelli che ti crescono, ti sostengono, ti insegnano cosa significa essere una persona migliore — non semplicemente chi ti ha generato. Una riflessione tenera e potentissima sul significato della famiglia e dell’identità.

Rachel Brosnahan è una Lois Lane perfettamente in equilibrio tra grinta e sensibilità, mentre Nicholas Hoult dà vita a un Lex Luthor meno urlato del solito, ma forse per questo ancora più inquietante. I comprimari — tra cui spiccano Anthony Carrigan e Nathan Fillion — aggiungono sfumature e ritmo a una storia che non dimentica mai di respirare, anche nei momenti di massima tensione.

I tratti riconoscibili di Gunn

La regia di Gunn è, come sempre, riconoscibile: colori saturi, inquadrature dinamiche, scene d’azione coreografate con gusto e ritmo. Alcuni momenti — come la spettacolare sequenza sulla spiaggia — ricordano lo stile esplosivo di The Suicide Squad, ma qui il tono è più sobrio, meno cruento, più adatto a un pubblico ampio. L’ironia non manca, anzi: battute, frecciatine e piccoli tocchi satirici disseminati nel film strizzano l’occhio a un mondo eroico che, visto oggi, rischia quasi di apparire macchiettistico. Gunn sembra suggerire: “Sì, i supereroi sono mitici… ma anche loro inciampano, piangono, sbagliano”.
Un film adatto a tutti non solo in fatto di gusti in merito ai supereroi, ma anche per diverse età: le scene di combattimento sono molto coreografiche ma nessuno spargimento di sangue! Persino i mostri sembrano essere quasi simpatici!

La colonna sonora protagonista

E poi c’è la colonna sonora, elemento imprescindibile nel cinema di Gunn. Ancora una volta, le scelte musicali non sono mai scontate: ogni brano — originale o ripreso — accompagna le emozioni dei personaggi amplificandole, dando ritmo e anima al film. È musica che racconta, che emoziona, che fa da filo conduttore invisibile tra epica e intimità. John Murphy, alla composizione, firma uno score potente e vibrante, in piena sintonia con lo spirito del film.

Superman torna a splendere

Visivamente splendido, grazie alla fotografia luminosa di Henry Braham, e ben costruito anche sul piano emotivo, Superman è un nuovo inizio convincente per la DC, e un film che riesce a parlare del presente con il linguaggio dell’epica. Gunn ha preso l’icona delle icone e l’ha resa di nuovo rilevante, senza tradirne lo spirito originario. E forse, oggi più che mai, avevamo bisogno proprio di questo Superman: non perfetto, ma profondamente giusto.

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Di Micaela

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