Mio figlio su facebook: 7 cose che farei

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Mio figlio su facebook?! Manco morta!

Spesso si sentono di queste affermazioni, spesso ci si trincera dietro ad un no categorico convinti che sia la cosa migliore (forse lo è?), ma analizziamo bene.

Additiamo di continuo i social network come il male: si guarda a facebook in cagnesco, a twitter come l’inutilità assoluta, di instagram molti non sanno nemmeno l’esistenza, senza considerare poi coloro che l’insieme di tutto questo credono sia la manifestazione del demonio in persona, con tanto di corna e forcone.

Signori, la terra gira intorno al sole. Ora è scontato che sia così. Ma andatelo a dire a Copernico: chissà che vi racconterebbe di quel giorno in cui osò dirlo in giro.

figlio su facebook

Combattere i social e far finta che non esistano, si può anche fare. Ognuno è libero di pensare e agire come meglio crede. Un altro paio di maniche è pretendere che facciano altrettanto i nostri figli. Tenerli lontani in maniera categorica dal mondo virtuale non garantisce affatto protezione, anzi.

Ora, dico, non è che dovete diventarne degli ossessionati come la sottoscritta, ma avvicinarsi a questo nuovo mondo e cercare di capirlo con un minimo di apertura mentale, potrebbe essere un modo per lasciare aperto lo spiraglio di comunicazione con un figlio adolescente.

Alla conferenza sui genitori analogici di figli ormai digitali, ho avuto conferma di quanto supponevo: il proibizionismo non funziona, diciamo che di base non ha mai funzionato, ma in questo caso specifico, oltre al proibire, se si è pure completamente ignoranti in materia, i nostri figli ce la fanno di sicuro sotto al naso alla grandissima, ancora peggio.

Badiamo bene: essere entrambi sui social, ovvero sia genitore e sia figlio, non è sinonimo di controllo: ci sono millemila strade per farla franca (come sempre del resto, anche all’epoca nostra, nonostante non ci fossero i social network, era esattamente così!), e sicuramente i ragazzi, che ne sapranno sempre una più di noi, sapranno farci fessi. Quindi, se ci si vuole avvicinare a facebook, ad esempio, con questo unico intento, abbiamo perso.

A maggior ragione, abbiamo perso se lui si iscrivesse a nostra insaputa, usufruendo di uno strumento senza neanche sapere come, seguendo strade che ignoriamo completamente. Potrebbe andarci bene, ma potrebbe andarci terribilmente male.

Responsabilità: tutto rimane scritto, nero su bianco, per sempre

La parola chiave in tutto questo discorso, per tentare di proteggere i nostri figli dai pericoli della rete è soltanto una: responsabilizzare.
Ed è la stessa che hanno inculcato a noi i nostri genitori, al nostro tempo.

  • se pubblichi una foto disdicevole, potresti giocarti un probabile posto di lavoro serio e affidabile e te ne potresti pentire
  • se ti comporti in modo scorretto, potresti perdere la fiducia e la stima delle persone a cui tieni
  • se parli male di qualcuno, ti si ritorcerà contro, in qualche modo
  • attenzione a chi dai l’amicizia, potrebbe essere la persona sbagliata e rivelarsi diversa da come la credevi e le conseguenze potrebbero essere dolorose
  • ad ogni azione corrisponde una reazione, sempre!

e così via…
Dico: non sono questi consigli che valgono anche nella vita reale e non soltanto in quella virtuale?

Mio figlio su facebook: come comportarsi?

Eh, bella domanda. Chi può rispondere in maniera univoca ed efficace?
Non certo io.
Però, posso dire come la penso a riguardo e come mi comporterò quando i miei figli un giorno mi diranno di voler aprirsi un profilo facebook, ad esempio… (sempre dopo i 13 anni)
Parlo quindi per ipotesi, ma sicuramente parlo come “addetta ai lavori“, o meglio, come qualcuno che i social li vive parecchio.

Mio figlio su facebook: 7 cose che farei

  • Aprirei l’account insieme a mio figlio, controllando le regole di privacy che si vogliono dare al profilo stesso, ovvero la visibilità di post, foto e qualsiasi altra cosa venga poi pubblicata da quello stesso account e stabilirei una volta per tutte che quelle regole non dovranno per alcun motivo essere modificate, pena: taglio dei ponti del wifi in casa! (*)
  • Sulla conoscenza della password dell’account di mio figlio, ad oggi dico che non vorrei saperla (mi riservo di cambiare idea quando i miei figli saranno tredicenni), la tentazione poi di usarla e andare a sbirciare sarebbe troppa.
  • Darei amicizia sui social a mio figlio? Perchè no?! Tanto poi, sia io che lui poi potremmo dare diversa visibilità ai post e alle immagini, facendole vedere a chiunque, tranne che all’altro di noi due, quindi… anche questo, se si pensa che possa essere uno strumento di controllo… abbiamo toppato alla grande
  • Darei l’esempio: se voglio che mia figlia non scatti immagini di se come una piccola lolita, cercherei di non dare una immagine di me ridicola e anacronistica, ma coerente. Se voglio che i miei figli non si sentano legittimati a condividere link e notizie disdicevoli, eviterei di farlo anche io, …
    Un buon esempio è sempre meglio di mille sermoni.
  • Obbligherei loro di eliminare la geolocalizzazione, quando pubblicano i loro post: che motivo c’è di dire dove abitano, dove vanno a scuola, la via esatta di dove vanno a fare ginnastica? E’ inutile. Un conto dire che si sta vedendo un concerto allo stadio e un conto è dire dove si abita.
    Pena: taglio dei ponti del wifi di casa (*).
  • Parlerei loro di pubblicare, piuttosto, le cose che gli piacciono: un bel film, una frase presa da un libro, una vignetta divertente…
  • Stilerei delle regole di utilizzo dello smartphone, e quindi dei social, in casa: no a tavola, no durante i compiti, … Insomma, delle regole di buon vivere civile… pena: taglio dei ponti del wifi in casa (*).
  • Mi terrei aggiornata: conoscere lo strumento, saperlo maneggiare, conoscere le normative, sapere a chi rivolgermi in caso di necessità, queste sono le azioni concrete che possiamo fare per non allontanarci troppo dai nostri figli

Mi piacerebbe sapere anche il vostro parere in merito: che ne pensate? Come vi regolereste? E se già state vivendo la realtà di un figlio su facebook, magari tra le vostre amicizie, come la state gestendo?

(*)  Con taglio dei ponti del wifi in casa, intendo proprio che cambio la password del wifi periodicamente e non li metterei al corrente della nuova, fino a data da destinarsi.
Non risolve la cosa, ma vi assicuro che è una bella sciagura per chi usa pesantemente internet.

Per approfondire il discorso e avere il parere di esperti del settore, vi suggerisco di partire da questo articolo.

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