La casa in riva al lago

Questa è stata in assoluto l’estate in cui ho ripreso i ritmi di lettura di un tempo, tra i tanti romanzi che ho letto, “La casa in riva al lago” è quello che mi ha rapito di più, quello che mi ha catapultato in un tempo lontano, pauroso e affascinante al tempo stesso, un tempo passato che sembra non ci appartenga più, ma che invece fa parte di noi, è la nostra radice, è ciò che non dobbiamo dimenticare.

Un vecchio appartamento dimenticato a Parigi

Le vincende partono tutte dal ritrovamento di un appartamento dimenticato a Parigi, appartenuto ad una donna che durante la seconda guerra mondiale ha dovuto abbandonarlo per scappare dai bombardamenti e dal rastrellamento dei tedeschi. E questo è lo spunto reale.

La casa in riva al lago – la storia

Da qui parte la storia del romanzo, Anna, una americana con una attività ben avviata a San Francisco e una vita tranquilla, viene a conoscenza dal suo adorato nonno Max, che le origini della sua famiglia sono ben altre: loro erano un’antica famiglia aristocratica che viveva in Germania, che aveva possedimenti, castelli e terreni. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, tutto è andato perduto, per motivi che ad Anna sono ignoti. Non solo. Il nonno ha una cosa da voler ritrovare, prima di morire, una cosa che lui stesso ha nascosto dentro il suo castello e che deve riportare alla luce proprio sua nipote.

Anna inizialmente scettica e poco convinta, si lascia trasportare dalle fantasie del nonno e accetta di andare in Germania. Non avrebbe mai immaginato, però, che il richiamo delle proprie radici, della propria terra, sarebbe stato così forte e chiaro e l’avrebbe trasformata letteralmente. Si innamora di quei posti, che li sente essere proprio casa sua, dal pronfondo delle viscere.

Si aprono scenari inimmaginati qui per lei, incontra persone che le fanno scoprire altri dettagli della sua storia, fino a poter ricostruire per intero il puzzle della sua famiglia.

Si alternano momenti di racconto del passato a momenti contemporanei, mantenendo il ritmo della storia sempre molto calzante.

Un romanzo che decisamente non annoia, che affascina, che ci fa vivere istanti di storia che è bene tenere a mente. Sempre.

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