Last Updated on 19 Settembre 2025 by Micaela
Ci sono film che profumano di quotidianità e leggerezza, come appena usciti dal forno. Pane e tulipani (2000), la commedia di Silvio Soldini, è uno di questi.
Pane e Tulipani – la storia
Il film racconta la storia di Rosalba, una casalinga incastrata in una vita ripetitiva e alienante, con un marito molto discutibile, che, si ritrova dimenticata dal pullman durante una gita. A quel punto, coglie l’occasione e decide di non tornare a casa, ma anzi di lasciarsi trasportare dal caso fino a Venezia. Lì, tra incontri strampalati, fiori colorati e nuove amicizie, riscopre sé stessa e il gusto delle piccole cose. Riscopre i tanti aspetti della propria vita che ormai aveva dimenticato e si riaccendono i sentimenti.

Perchè vi parlo di questo film? Perchè entrando e rimanendo seduta a un tavolo qualsiasi dal Gianfornaio all’Eur mi ha fatto pensare proprio a Rosalba. Tra scaffali pieni di pani fragranti e vetrine che espongono dolci e biscotti invitanti e profumati, c’è la stessa sensazione di rinascita che Rosalba vive davanti alla fetta di pane che Fernando le lascia ogni mattina della sua nuova vita e al quale lei risponde con un mazzo colorato di tulipani. Il pane come coccola, come cura, come abbraccio.
Ed è proprio così che voglio inaugurare una nuova rubrica: Mangia, leggi e spettegola, in collaborazione con Manuela. Ma andiamo con ordine, ci sono troppe belle cose tutte insieme che voglio raccontare.
Torniamo al Gianfornaio Eur e al perchè la scelta di abbinarlo al film Pane e Tulipani.
Il filo narrativo

Il pane del Gianfornaio è come il filo narrativo del film: un simbolo di nutrimento, di calore, di casa, di posto sicuro. I dolci, invece, con le loro glasse e decorazioni, sono i tulipani di questa storia quotidiana: un invito a fermarsi e a concedersi leggerezza.
Manuela ed io siamo due donne che cercano un momento di evasione dalla routine per concretizzare alcune delle passioni che ci muovono e che ci uniscono.
E così come Rosalba ha scelto di rompere la sua routine, anche noi possiamo ritrovare un frammento di bellezza in un cappuccino sorseggiato all’Eur, in una brioche che profuma di burro, in una pausa che si trasforma in un piccolo atto di cura verso noi stessi.
E, come dicevo, sul blog della mia amica Manuela trovate invece gli altri elementi della rubrica “Mangia, leggi e spettegola”, con una dettagliata descrizione del Gianfornaio, con eventuali suggerimenti per poter andare e godere di quel posto.
Ed è proprio da questa doppia prospettiva – il cinema da una parte e la lettura dall’altra – che nasce la nostra nuova rubrica: Mangia, leggi e spettegola. Una serie di appuntamenti in cui vi porteremo a scoprire luoghi di Roma dove il cibo si intreccia con i libri, e ogni posto diventa un piccolo set in cui vivere storie da raccontare.