Se il Natale non esistesse più…

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Se il Natale non esistesse più… cosa mi mancherebbe?
Se questa domanda me la fossi posta prima di diventare mamma, credo che avrei risposto che non sarebbe mancato praticamente nulla. Non ho mai sentito addosso lo spirito natalizio, più di tanto. Una sorta di Grinch in gonnella, e ero.

E adesso? Cosa è cambiato? Cosa mi mancherebbe del Natale?

natale

Lo stress da regali/traffico/corse/incastri ?
No. Assolutamente No!
Le mangiate?
No. Mangio abbondantemente spesso, non ho bisogno di aspettare questa circostanza.
Le riunioni di famiglia.
No. Fortunatamente i miei cari li incontro quando e quanto voglio. Tutti.
L’atmosfera natalizia del: Siamo tutti più buoni?
No. E’ finta. Finta e ipocrita.
La neve?
No. Non nevica a Roma, o quantomeno, mai a Natale.

E allora, se il Natale non esistesse più, cosa mi mancherebbe veramente?

Quando ero piccola, adoravo questa festa, ero tutta presa dalla sua magia, dall’aspettativa di qualcosa di straordinario ed eccezionale e puntualmente accadeva, non mi ha mai deluso.. Mi piaceva da matti.
Poi crescendo, ho perso la magia per strada… per poi ritrovarla grazie ai miei figli.

Natale… lo considero tuttora una grande scocciatura: a parte le mille cose dal punto di vista pratico da sbrigare, c’è quella voragine buia del mio animo, da cui cerco di tenermi il più lontana possibile, che, in questo periodo, si fa più vicina. Mi riaffaccio al burrone della nostalgia, della mancanza delle persone care, anzi: della persona cara, che ha lasciato un vuoto immenso. E mi manca ancora di più. In barba al tempo che passa.
Ecco.
Se il Natale non esistesse più, riuscirei forse a tenermi più lontana dal ciglio di quel burrone, buttando lontano i pensieri nostalgici, come un sasso viene lanciato più avanti, per poi essere rilanciato più in là una volta raggiunto di nuovo lungo il cammino.

Ma. C’è un ma, in effetti.
Ma mi perderei molto, molto altro: gli occhi scintillanti dei miei bambini quando vedono l’albero di Natale illuminarsi, le loro manine che scartano avide i regali, i loro cori e le poesie di Natale, le loro letterine a Babbo Natale, le loro domande: “Ma Babbo Natale è il nonno di Gesù Bambino?”…
E poi mi perderei la loro aspettativa della notte di Natale, il loro voler mettere luci e decorazioni persino in bagno, la loro voglia di magia. Ecco cosa mi perderei. E sarebbe davvero un peccato. Un grande peccato.

Se il Natale non esistesse più, mi perderei le emozioni che rivivo con i miei figli. E non è poco. Ripagano di tutta la malinconia e rimandano giù quel groppo in gola che in questo periodo sale, spesso e volentieri.
Del resto, questa è la vita.
E forse, era lo stesso stato d’animo in cui ti ritrovavi tu, mio caro papà, quando addobbavi con cura tutta casa, allestivi il tuo bel Presepe e magari pensavi a chi mancava tanto a te, senza darlo a vedere a noi figlie… che ti saltellavamo attorno tutte elettrizzate e piene di gioia.

Ora tocca a me.

 

3 commenti

  1. Ho le stesse emozioni tue. Il Natale è una festa da vivere fino in fondo quando ci sono i bambini, che ce la fanno vedere attraverso i loro occhi. A volte anche a me viene un groppo alla gola ripensando a persone che non ci sono più. Poi però penso che la vita continua e nasceranno bambini per rallegrare i Natali futuri.

  2. Io il Natale l’ho sempre vissuto in primo piano sia quando mio figlio era piccolo che adesso ed adesso è lui che vede il Natale con i miei occhi, l’importante è vedere il Natale a qualsiasi età
    Ciao
    Norma

  3. Sono d’accordo con Norma, l’importante è vedere lo spirito del Natale e non smettere a credere nella sua magia!
    Buone Feste!
    C.

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