Last Updated on 6 Dicembre 2025 by Micaela
Ci sono posti che non scegli: sono loro a scegliere te.
Luoghi che ti accolgono con una familiarità inspiegabile, come se appartenessero a una parte di te che non conosci ancora, o forse a una te di un’altra dimensione.
È esattamente questa la sensazione che ho provato appena varcata la soglia di Cambio, a Trastevere.
Non ero mai stata lì prima, eppure era come tornare in un luogo noto.
Da Cambio a Trastevere
La sala principale era già tutta occupata, così ci hanno accompagnate nella stanza sul retro, più raccolta, con i divanetti morbidi e una luce soffusa che sembrava fatta apposta per proteggere pensieri e confessioni.
«Scegliete pure dove volete» ci hanno detto. E così ho fatto: ho scrutato la stanza un attimo appena, e un angolo, uno solo, mi ha chiamata con una forza inspiegabile, quasi magnetica.
Mi ci sono seduta subito.
Ed è stato allora che abbiamo scoperto che quello era il tavolo di Michela Murgia.

Il posto dove lei si sedeva spesso a scrivere, a chiacchierare, a osservare il mondo passare dall’altra parte del vetro o anche solo a chiacchierare con i suoi amici di sempre, con la famiglia che si era scelta.
Mi sono sistemata con rispetto su quei cuscini, come si fa quando si entra in territorio sacro.
Avevo la visuale perfetta, proprio la stessa che aveva lei: spalle al muro, in fondo davanti a me c’è una delle vetrine che dà fuori, il vociare discreto e distante della sala accanto, il tintinnare dei bicchieri e i piatti che si posavano delicati sui tavoli. Una calma viva, niente di statico.
Un luogo che invita alla riflessione senza isolarti dal mondo.
Sopra di me, un ritratto di lei: colorata, sorridente, potente.

L’energia di Michela Murgia
Sì, la sua presenza era ovunque. O almeno, la sentivo pur non credendo a questo tipo di cose, ma affidandomi ciecamente al principio di conservazione dell’energia. Ecco, sentivo la sua energia.
Per l’occasione avevo con me una piccola pila dei suoi libri, che mi hanno accompagnato nei momenti in cui avevo più bisogno di una voce femminile forte. Avevo anche Stai zitta, che ho regalato alle mie figlie, e che loro non hanno ancora letto. Non importa: arriverà il momento giusto anche per quello. Senza fretta.
Qui, in questo angolo sospeso, Manuela ed io abbiamo fatto un aperitivo che è stato più un rito che una merenda.
Abbiamo brindato a lei, alla sua energia così densa da abitare ancora quei divanetti, a quella sua capacità rara di essere presente anche quando non c’è.
E cosa dire di Cambio?
È un posto semplice e ricercato allo stesso tempo, di quella bellezza che non intimidisce, ma accoglie.
Perfetto senza il bisogno di sembrare perfetto.
Tre Ciotole – il film

Un film che, come questo posto, tiene insieme delicatezza e forza.
E che, come Michela, sa parlare con sincerità senza chiedere permesso e senza troppi giri di parole.
Il film che ho scelto per questa tappa di Mangia, leggi e spettegola non poteva che essere “Tre Ciotole”, un racconto che parla di perdita, ritrovamenti, gesti piccoli e rituali quotidiani che ci tengono in piedi quando tutto il resto vacilla. Il film, tra l’altro, è stato interamente girato a Trastevere, il quartiere dove si trova Cambio e dove ormai Michela si sentiva a casa.
Se volete leggere l’altro lato di questa esperienza — quello più legato al luogo, ai dettagli e agli occhi attenti di chi sa osservare — trovate il post di Manuela su Letture a Pois, dove vi porterà dentro Cambio con la sua sensibilità unica.
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