Tutto ciò che passa per magia

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A te, mamma, che sei passata qui con la speranza di trovare:

  • una soluzione alle tue mille domande
  • un po’ di tregua dalla tua ansia
  • rifugio da lagne e stress
  • un sorriso in mezzo a tanta stanchezza
  • un filo di adeguatezza nella tua insicurezza

Ti dico: siediti, fai un bel respiro.
Fanne un altro.
Ecco, brava. Rilassati e leggi.
E ti dico subito: tutto ciò che passa per magia. Sì, hai capito bene. Una magia che si chiama TEMPO.

La magia chiamata TEMPO

Ora ti elenco, nel dettaglio, tutte le cose che passeranno, tutte quelle avventure che al momento ti fanno sentire davvero uno straccio, tutti i problemi che ora sembrano insormontabili (e, fidati, ti capisco bene, in quel momento lo sono DAVVERO!) e ai quali non sai trovare soluzione e non sai da che parte iniziare per affrontarli.
Ti elenco, dicevo, tutto ciò che un giorno passerà, quasi per magia, anzi, sicuramente per MAGIA.
Perchè arriverà un giorno in cui ti guarderai indietro e no, non rimpiangerai questi attimi, perchè ti ricorderai bene quanto ti sono costati in termini di energie e stanchezza e pazienza e dolore anche fisico… ma ti chiederai: “Come cacchio ho fatto?!”.

Ecco, parlo proprio a te, neomamma o mamma di un nanerottolo di pochissimi anni. Parlo a te, perchè so come ti senti, mi ci sento anche io a volte, quando mi guardo indietro e quando ricordo certi momenti della mia vita e dei miei figli.

Stai continuando a respirare? Brava… vai avanti.

Tutte le cose che passano e che non torneranno più: GRAZIE A DIO!

L’allattamento

Prima cosa, sorvoliamo sui dolori del parto, sulle paure e le ansie e i segni fisici che ti rimangono… su quelli non voglio dispensare parole, non è necessario. Lo sai già.
Voglio dirti che se stai allattando, se ti senti come quelle macchine dispensatrici di latte pastorizzato, se hai la sensazione di non essere più padrona del tuo corpo, delle tue tette, del tuo tempo… tranquilla, passa.
E passano anche ragadi, mastiti e tutto il resto. Passa, fidati.

Per me, l’allattamento non è stato affatto facile

La dentizione

Hai presente quegli strilli all’improvviso nel cuore della notte, quei pianti inconsolabili, quella bava che bagna tutte le magliette e i bodi, quelle febbri antipatiche e quelle cacche acide e putride, il tutto dovuto alla fottutissima dentizione?
Ecco, passa. Passa anche senza fare niente. Passa meglio se gli infili una supposta di tachipirina, fidati. Ma passa.

Rimedi per i dolori da dentizione

Lo svezzamento

Hai presente quando devi uscire di casa anche solo per un paio di ore e capita che vorresti andare a pranzo fuori e devi organizzarti con borse di ogni forma e capienza per sopperire ad ogni eventualità di quel batuffoletto?
Ecco.
E hai presente tutte le versate di brodo vegetale, di pappine raggrumate, di omogeneizzati puzzolenti che ti devi portare appresso perchè quelle due ore coincidono con il momento della pappa e poi si accavallano a quello della merenda?
Ebbene. Arriverà il momento in cui tuo figlio si mangerà un panino tranquillamente, ovunque e comunque. E anzi, si mangerà un bue con tutte le corna, se non lo tieni a bada. Quindi, tranquilla. Passa anche questo.

Calendario dello svezzamento

Il pannolino

Ebbene, quei 3 anni che sembrano eterni in cui non fai altro nella giornata se non cambiare pannolini, in cui la voce di spesa principale della famiglia sono solo i pannolini… passeranno.
Passerà quella lotta contro l’anguilla di tuo figlio che non vorrà farsi cambiare il pannolino da cui fuoriescono pallette di cacca…
Passerà quell’olezzo costante in casa e quelle buste ricolme di rifiuti che una centrale nucleare, a confronto, è nulla.
Passerà tutto questo. Tranquilla, è garantito.
E passeranno i problemi di sederi arrossati, di paste per culetti e tutto il resto.
Arriverà il momento dello spannolinamento. E, fidati anche qui, passerà anche questo. Non sai come affrontarlo, non sai come iniziarlo e non sai come gestirlo, ma fidati: passerà.

Le regole per togliere il pannolino
Perchè il bambino non vuole cambiare il pannolino
Come curare l’arrossamento da pannolino
Mamma, devo fare la cacca!

Il ciuccio

Oh, e anche la questione ciuccio finirà. Avete mai visto un dodicenne con il ciuccio? No. Finirà anche questa. Sia che siate tra le mamme proibizioniste del ciuccio e sia che invece siete quelle che se perdete il ciuccio, andate in iperventilazione (come ci andavo io!), finirà. Non ce ne sarà più bisogno.

Come togliere il ciuccio intorno ai 2 anni

L’attaccamento morboso alla mamma prima dei 3 anni, ma anche 4.

Ora, parliamo di quella costante sensazione di essere sempre seguite, pedinate, origliate, chiamate… insomma, quella lieve sensazione in cui pensi di non essere mai sola, che ci sono sempre occhi che ti guardano, bocche che chiamano il tuo nome, manine appiccicose che ti toccano e che non sei padrona di andare nemmeno in bagno da sola, che altrimenti senti urla disperate fuori, come se si stesse girando una scena di the Walking Dead… ecco, finirà anche questa.
Anzi, arriverà il giorno in cui quel batuffoletto non ne vorrà più sapere di te e, come per un’assurda legge del contrappasso, sarai tu a mendicare un bacio e una carezza.

Stile cozza all day long!

Dormire tutta la notte

E del dormire tutta la notte?
Se la vedi come un’utopia, come un sogno irrealizzabile… no, non è così. Lo so che è difficile, che il tunnel è ancora lungo e che è davvero la parte più stancante di tutta la storia.
Lo so che sei disposta a cambiare anche il doppio dei pannolini e a preparare addirittura omogeneizzati con le tue sante manine tutti i santi giorni, ma guai a toccarti le tue ore di sonno, che diventi una belva.
Lo so, ti capisco benissimo.
Ma arriverà il giorno in cui dormirà tutta la notte. E anzi, ti dirò di più: arriverà il giorno in cui tu puoi lasciarlo anche sveglio nel suo letto e si addormenterà da solo.
E non sarà perchè grazie ad un metodo o ad un altro. Non sarà grazie alle letture della buonanotte o alla Maria Montessori. Sarà perchè sta crescendo. Capisci?

Quando cominciano a dormire tutta la notte?

La paura dell’acqua

Vogliamo parlare della paura dell’acqua? Soprattutto di quegli schizzi inevitabili per fargli lo shampoo?
Se anche tuo figlio è come erano i miei che si sperticavano in urla che nemmeno Dario Argento in persona avrebbe saputo tollerare, sappi che passa anche questo. E ti dirò di più, arriverà il giorno in cui la doccia se la faranno da soli e ci staranno là dentro anche per un’ora di fila. E dovrai urlare tu, a quel punto, da fuori: “DAAAAAAAIIIIIIIIIII, ESCIIIIIIIIIIIIIII!!!”.

Come superare la paura dell’acqua

Le crisi di pianto e i capricci

Ecco, sulle crisi di pianto isterico e di capricci inconsolabili, per futili motivi (nemmeno si trattasse di una pena), vorrei poterti dire che passano.
Ovvero, sì, i terrible two (o three o four… e così via), passano, si trasformano, diventano proteste, compromessi continui, contestazione, testa a testa… ma non voglio anticiparti tutto il bello.
Finchè una crisi di pianto si risolve con un po’ di coccole (e un vagone di pazienza)… va tutto bene.

Come contenere le crisi di pianto

La paura del buio

Una delle paure tipiche dei bambini è la paura del buio… ammettiamolo, anche qualche mamma ancora non l’ha superata, quindi come pretendiamo che un bambino la comprenda, la interiorizzi e la superi aggratis?
Passerà, prima o poi… E se nel frattempo serve una lucina accesa, cadrà forse il mondo?

Come superare la paura del buio?

E la paura di Babbo Natale?

Oh, eccoci qua… a quell’insistente voglia irrefrenabile di noi genitori di far fare la foto ai piccoletti in braccio a Babbo Natale.
Ebbene: mettetevi voi nei panni di un piccoletto che si ritrova costretto ad andare in braccio ad un completo sconosciuto, talvolta anche puzzolente (che quelle barbe e parrucche finte fanno proprio schifo!), tutto vestito di rosso (il che non è affatto rassicurante), che fa quel vocione…. e per cosa?! Per una foto? Bah…
Diciamo che prima o poi questa paura passa… e se ne potrebbe proprio fare a meno di provarla, ammettiamolo!

La paura di Babbo Natale e di altre maschere

I ritardi nel linguaggio

Altro grande problema a cui mi sentivo totalmente inadeguata e per cui mi sono tanto preoccupata è stato il lieve ritardo nel linguaggio che 2 su 3 dei miei figli hanno dovuto affrontare.
Ora, vi dico una cosa: quando il vostro bambino ha un ritardo rispetto a quelli che dicono di avere figli che declamano la Divina Commedia a un anno e mezzo, sono loro che bluffano e non vostro figlio in difetto.
Incredibile, vero?
Cercate, per quanto possibile, di trovare un punto di vista distaccato e oggettivo. Lo so, questo è un ossimoro per una mamma. Ma provateci.
E sì, arriverà il giorno in cui maledirete i soldi spesi dal logopedista (come ho fatto io!), perchè ora i figli parlano parlano parlano di continuo e fanno domande e chiedono e controbattono e rispondono e… dicono le parolacce. Ecco, tranquille. Passerà anche questa.

E di quando Massimo cominciò a balbettare

E l’inserimento al nido e poi alla materna.. e alle elementari…

Altro mega trauma per noi mamme (non per i bambini, che tanto si adeguano di gran lunga meglio di noi), è l’inserimento prima al nido, poi alla materna e anche alle elementari.
Temo che sarà così ad ogni passaggio fino all’università e oltre.
Questo nostro senso di protezione, di voler far sì che vada sempre tutto liscio e nel migliore dei modi possibili. E’ umano. Credo.
Ma ti dico una cosa, dopo un po’ di piantarelli, si inserirà tranquillamente. Le maestre, il più delle volte, sanno cosa devono fare. Affidati a loro.

Aiuto per l’inserimento alla materna

I gruppi whatsup delle mamme

Eh, vorrei poter dire che il girone dantesco costituito dai gruppi whatsup delle mamme possa avere una fine, prima o poi, ma no. Di questo non posso ancora garantire.
Di fatto cambiano le tematiche, ma l’approccio è più o meno sempre lo stesso.
Le ansie sono sempre le stesse. Le modalità sono sempre le stesse.
Tutto sta a come ti devi porre tu di fronte a tutto questo: non farti tirare dentro alle polemiche, alle continue richieste… quando vedi la mala parata utilizza la mia tecnica, quella dell’opossum: fingiti morta. Funziona. Rispondi se sei direttamente interpellata. Non unirti a cori. Non fare la voce fuori dal coro. Nun parlà proprio.

E sui gruppi whatsup delle mamme

Ecco. Tutto ciò che passa per magia è scritto qui, in questa paginetta.
Queste sono le grandi difficoltà dei primi anni, quelle che ti mettono alla prova e non solo come mamma, perchè ti senti talmente tanto mamma che dimentichi di essere donna.
Ti dico con tutta onestà che tornerai a sentirti anche donna, padrona del tuo tempo e dei tuoi spazi. Un po’ alla volta. Datti tempo. Perdonati se commetti errori (tutte lo facciamo), concediti qualche attimo di tregua e chiedi una mano. Non siamo Wonder Woman. Non dobbiamo esserlo. E non va nemmeno bene esserlo.
Tutto passa.
Ora ti senti meglio?
Dimmi… ti ascolto.

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