Wonder Woman 1984: esaudire i desideri è pericoloso

E’ uscito in streaming (finalmente) il secondo film di Wonder Woman: Wonder Woman 1984.
La Warner Bros aspettava che anche in Italia fosse possibile poter andare nelle sale cinematografiche a vedere il film, ma qui ancora non si vede la luce della questione, quindi, mentre il nuovo film di Diana Prince era disponibile già dallo scorso Natale negli altri paesi, da noi ancora nemmeno l’ombra. Finalmente poi la decisione di renderlo disponibile sulle maggiori piattaforme con il pagamento di un surplus per poterne usufruire.

Ovviamente non ce lo siamo fatto scappare e ci siamo organizzati la serata perfetta.
Ma andiamo con ordine, voglio sottolineare i diversi aspetti di questo film che è stato anche molto molto molto chiacchierato, soprattutto dalla critica, anzi, soprattutto da un CERTO tipo di critica.

Wonder Woman 1984 – la trama

Il film si apre con un’epocale scena di gara tra Amazzoni a cui partecipa una Diana bambina, che freme per acquisire il suo ruolo, ma ancora non è arrivato il suo momento, sebbene dimostri di valere molto, sia in termini di preparazione fisica e sia in fatto di facoltà intellettive.
Poi si fa un salto in avanti.
Siamo nel 1984, Diana Prince è impegnata nel suo lavoro di restauratrice di opere d’arte nello Smithsonian Museum di Washington. È stupenda, ma il suo sguardo è malinconico.
Al museo arriva una antica pietra magica che Diana riconosce.
Peccato che venga trafugata e male utilizzata dal villain di turno.
Nel frattempo, la pietra ha la facoltà di esaudire i desideri e, tra i tanti, vediamo ricomparire Steve Trevor, il grande amore di Diana, che le ridà luce e speranza. I due si ritrovano, ma a che prezzo?

Esaudire un desiderio ha sempre un prezzo da pagare

Sullo sfondo di questa loro storia, si vedono i danni causati dall’uso smodato della pietra: i desideri espressi dagli uomini sono sempre egoistici e vanno a danneggiare il prossimo, fino al caos più totale. Nessuno è più al sicuro.
Diana deve intervenire, deve riportare l’ordine.

Effetti speciali pazzeschi!

Il film ha un ritmo altalenante, le scene di azione sono a mio avviso poche, ma quelle che ci sono, sanno essere esaltanti, potenti e cariche.
La storia è a tratti carente, ma riporta al centro lei, la grande eroina degli anni ’80.
Tanti sono i riferimenti al mondo che appartiene alla nostra generazione di quarantenni (e oltre), quindi il sapore vintage è pungente.

Non è un caso se si è scelto l’anno 1984

L’ aver scelto il 1984 non è un caso: quello è l’anno in cui la guerra fredda era al suo culmine, il pericolo di una catastrofe nucleare era reale. Era necessario fare un passo indietro da entrambe le parti. Un periodo per niente facile. In ballo c’era la sopravvivenza del genere umano.
C’era da mettere da parte gli istinti messianici americani e la crescente corsa agli armamenti nucleari. È l’anno dopo il quale avviene la svolta dell’atteggiamento di Reagan, che poi apre le porte al dialogo con l’Unione Sovietica.

L’attacco della critica

Molte sono state le cose non apprezzate dalla critica, soprattutto italiana (nel resto del mondo, Wonder Woman 1984 ha letteralmente sbancato!): dalla lunghezza del film (troppo), dalla banalità della trama, alla trattazione troppo femminile e forzatamente femminile.
Andiamo con ordine: il tempo ci sta, non ha annoiato nessuno della famiglia, anzi, ci ha tenuti ben incollati al divano.
La trama banale? Non direi: certo, ci sono molti riferimenti a film noti e molto probabilmente l’intero film vuole essere un omaggio a pietre miliari degli anni ’80 e comunque la storia è godibilissima.
Per la questione “troppo femminile”, avrei da obiettare: è mai stato detto che il film Batman vs Superman è troppo “maschile”? Non credo. Ho notato che è molto frequente questo genere di critica soprattutto da parte di un pubblico maschile, come se il mondo dei supereroi non potrebbe essere aperto a personaggi femminili e non è solo Wonder Woman l’obiettivo di queste critiche, anche sul lato Marvel sono tante le disquisizioni su Captain Marvel, Wanda e Vedova Nera. Comunque sia, andiamo avanti.

Gal Gadot: come sempre perfetta

Gal è strepitosa, oltre ad essere di una bellezza disarmante, è ormai l’immagine indiscussa di Wonder Woman. Mai volgare, mai fuori posto, mai troppo ammiccante o troppo provocante. Solo lei può permettersi quel vestito bianco con spacco inguinale senza risultare volgare, come invece molte altre avrebbero fatto. Un essere di un altro pianeta. Direi proprio una dea, come la regina delle Amazzoni del resto è.

Occhio alla post credit scene. Occhio!

Da non perdere la post credit scene, c’è una sorpresa che mi ha fatto saltare dal divano.

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