L’esercitazione: simulazione terremoto a scuola

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Qualche giorno fa, prima delle vacanze di Pasqua, parlando del più e del meno con Melania di quanto avesse fatto a scuola durante la giornata, ho appreso, con positivo stupore, che i bambini hanno partecipato ad una simulazione di terremoto con relativa evacuazione degli ambienti scolastici.

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Ne sono rimasta sorpresa, non so neanche se si tratti di procedure che vadano comunque svolte per legge, ma in ogni caso, ritengo che siano delle cose necessarie e fondamentali, anche in una scuola dell’infanzia, anzi… soprattutto!
A pochissimi giorni di distanza da un luttuoso anniversario, in cui ricordiamo tante, troppe vittime fatte dalla devastazione del terremoto a L’Aquila, non so se tutto questo sia un segno di cambiamento, un segno di maggior consapevolezza e civiltà, ma sicuramente è qualcosa che va fatto.

Melania mi raccontava il tutto con naturalezza e divertimento.
“Sai mamma, ci siamo messi tutti in fila, le maestre stavano con noi e siamo usciti, perchè la scuola stava andando a pezzi”

A queste parole, non lo nascondo, un brivido mi è corso lungo la schiena: una scuola NON deve andare a pezzi per un terremoto, meno che mai nel terzo millennio… comunque… non ho interrotto il racconto della bimba ed ho continuato ad ascoltarla incuriosita.

Simulazione terremoto

“Mamma, nessuno aveva paura, perchè sapevamo dove dovevamo andare e poi perchè non eravamo soli.”

momento di pausa, a quel punto chiedo: “Beh, allora, è andato tutto bene?”
“Sì, mamma, peccato però che Filippo non ce l’ha fatta!”
“Come non ce l’ha fatta???? Che è successo?”
“Eh!” – sospira – “Faceva i capricci e non voleva uscire dalla classe e allora, non ce l’ha fatta, gli è crollata la scuola!”
Oh mamma mia!
“Vedi, Meli che è importante seguire quello che dicono le maestre e fare esattamente quello che ti insegnano?”
“Sì, mamma, infatti io ero la prima della fila e mi sarei salvata comunque!”
… questo si chiama senso pratico, vero?

Comunque, a parte la scarsa ironia della faccenda, penso che sia una cosa buona instradare i bambini ad ogni evenienza, istruirli sul cosa fare in caso di pericolo, insegnare loro a gestire le situazioni e a non farsi sopraffare dal panico.

E… sperando che non ce ne sia mai bisogno.

2 commenti

  1. L’hanno fatta anche a scuola di Federico. I bambini (loro che il terremoto lo hanno sentito ma erano troppo piccoli per ricordarlo) sono usciti da scuola entusiasti senza capirne bene il significato.

  2. lo hanno fatto anche a scuola di mia figlia. Io l’ho saputo perchè la maestra della classe di mia figlia ha appeso un’avviso alla bacheca delle comunicazioni con cui erano indicati i bimbi che facevano da aprifila e serrafila. La mia che è stata nominata serrafila (ossia quella che chiude la fila) dopo un attimo di sconforto perchè era l’ultima (lei voleva essere la prima) si è entusiasmata quando le ho detto che a lei era stato riservato il compito più importante, ossia quello di garantire che tutti i bimbi fossero in fila e nessuno si perdesse o scappasse via.
    Ritengo la cosa molto importante, sopratutto per noi che siamo che abbiamo due vulcani vicini e siamo spesso interessati da scosse sismiche, ma sono contenta che questa pratica sia fatta anche da altre scuole.

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