Last Updated on 1 Luglio 2026 by Micaela

Mi piacciono le storie. Quelle che si leggono, quelle che si guardano nei film e quelle che si vivono in certi luoghi. Anzi, alcuni luoghi fanno proprio venire voglia di vivere tutte queste storie. Ci sono luoghi che queste storie le contengono, come delle grandi scatole preziose.

È quello che ho pensato entrando da Spazio Sette, una libreria nascosta nel cuore di Roma, a pochi passi da Trastevere e da Largo Argentina. Uno di quei posti che non si incontrano per caso: sono loro a trovare te.

Ma procediamo con ordine. Se non lo sapete, questo post fa parte della rubrica: Mangia, leggi e spettegola. Un format ideato da Manuela (del blog letture a pois) e me per raccontare luoghi belli e interessanti dove ci si può fermare a ritrovare fiato, equilibrio, centro, calma… te, insomma. Ecco, siamo capitate in questo luogo. Io lo abbino poi ad un film e lei ad un libro. Il tutto condito da chiacchiere.

Il film che ho scelto stavolta è un film ambientato nella seconda metà del 900.

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey – la storia

Il film racconta la vicenda di Juliet Ashton, una scrittrice londinese che, nel dopoguerra, entra in contatto con un gruppo di abitanti dell’isola di Guernsey accomunati da una passione nata quasi per caso: i libri.

Quello che all’inizio sembra un semplice club di lettura si trasforma presto in qualcosa di molto più profondo: un luogo dell’anima, uno spazio dove le persone si incontrano, condividono storie, trovano conforto e costruiscono legami destinati a durare nel tempo.

Perché a volte i libri sono molto più di libri.

Sono ponti.

Perché vi parlo di questo film?

Perché appena superata la soglia di Spazio Sette ho avuto la sensazione di entrare in un mondo denso, carico di significato.

Dentro il centro di Roma, ma al tempo stesso distante dal ritmo incessante della città. Non so spiegre bene come sia possibile questo fenomeno, ma è esattamente così.

Il silenzio morbido della libreria, il profumo della carta, gli scaffali che sembrano invitarti a rallentare. La gatta Minerva che sonnecchia tra i volumi, gli sguardi aperti di chi lavora lì, pronto a darti una mano per qualsiasi necessità e curiosità.

Poi alzi gli occhi e scopri una scala.

La percorri.

E all’improvviso arriva la meraviglia. Il soffitto affrescato e illuminato con una calda luce sembra avvolgerti ed elevarti.

Al piano superiore, sempre in mezzo ai libri, si apre una caffetteria raccolta e accogliente, con pochi tavolini che rendono l’atmosfera ancora più speciale e il profumo di caffè, che adoro a ogni ora.

È uno di quei posti che sembrano esistere fuori dal tempo.

Il filo narrativo

In fondo, Spazio Sette e il film condividono la stessa magia.

Entrambi raccontano persone che si incontrano grazie alle storie.

Io ed Emanuela ci siamo sistemate a un tavolino e abbiamo fatto quello che facciamo sempre durante i nostri appuntamenti di Mangia, leggi e spettegola: abbiamo parlato di libri, di vita, di progetti, di tutto e di niente.

Nel frattempo sono arrivate le nostre ordinazioni.

Un delizioso banana bread e una crostata di visciole che da sola meriterebbe una visita.

E così, tra una pagina e una forchettata, il tempo ha iniziato a fare quello che succede nei posti giusti: è scomparso e ci è scivolato tra le dita e tra le pagine.

Vi invito a leggere la recensione di Manuela, dà tutti i dettagli.

E vi lascio qui i link agli scorsi appuntamenti della nostra rubrica, nel caso voleste fare un salto anche voi in qualche bel posto.

Mangia, leggi e spettegola

Di Micaela

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