Il diario di Bridget Jones

L’altra sera ho deciso che era arrivato il momento di condividere la visione di uno dei film cult della mia epoca con le mie figlie: Il diario di Bridget Jones.

Bridget Jones: è il film cult da vedere

Le ragazze in genere sono ritrose a vedere questi film che propongo, perchè ormai antichi e senza alcuna attrattiva ai loro occhi. Ad onor del vero, rivedere questi film a distanza di 20 o 25 anni fa un certo effetto anche a me, devo ammetterlo, però si gustano ugualmente.

Le ho convinte dicendo loro che si trattava della storia di una ragazza normale, super sfigata in fatto di amore, che riusciva a fare figuracce tremende in qualsiasi circostanza. Solo così si sono accomodate sul divano affianco a me ed hanno visto tutto il film.

Il diario di Bridget Jones

Bridget ha superato i 30 anni, è single, nemmeno troppo in carriera, con una vita tra amici, serate alcoliche e delusioni amorose. La madre si preoccupa di farle conoscere sempre uno scapolone d’oro, come ogni anno, durante il party di inizio anno. Quest’anno Bridget incrocia un suo vecchio conoscente, sembrerebbe essere l’uomo giusto, se non fosse stato per quel tremendo maglione con la renna e quell’aria da ragazzo troppo serio e triste che aveva addosso. Niente, anche stavolta Bridget se ne va via da casa dei suoi a mani vuote, pronta ad affrontare un nuovo anno.

Ma quest’anno deve essere quello della svolta, quello in cui lei rimette ordine nella sua vita a partire dalle sue abitudini alimentari: vuole perdere peso, smettere di bere e di fumare, vuole essere un’altra. La versione migliore di se stessa. E per fare questo comincia a scrivere un diario in cui appunta tutti i suoi progressi e quanto le accade

Il caso vuole che questa sua trasformazione comincia ad essere evidente anche in ufficio, tanto che il suo capo si accorge di lei e comincia a vederla sotto altri occhi. Un fascinoso Hugh Grant (che meraviglia!) la avvolge nella sua spirale amorosa e lei ci crede, ci crede fermamente, nonostante non sia più una ragazzina alle prime armi. Ma l’amore la acceca del tutto, anzi, è l’idea che lei ha dell’amore a non farla più ragionare.
Nel frattempo continua ad incrociare quel suo vecchio conoscente, sempre molto serio, sempre molto composto, sempre molto d’un pezzo. Eppure c’è qualcosa di lui che la fa stare bene, che l’attrae e che a tratti la sorprende.

Tra ridicolo e grottesco il risultato è una bomba

Una serie di rocambolesche vicende la fanno ritrovare in mezzo a situazioni imbarazzanti, equivoci, zuffe e grottesche scenette. Poi Bridget scopre la realtà dei fatti e apre gli occhi. Ciò di cui si rende conto è che non deve piacere agli altri a tutti i costi: lei è eccezionale esattamente così come è, senza cambiare. Quale dei due uomini la apprezza per come è? Quale dei due la capisce realmente?

Il film di inizio anno nuovo

Le ragazze si sono divertite a vedere il film insieme a me, abbiamo sghignazzato e riso dei mutandoni della nonna, della zuffa tra i due uomini con sottofondo la canzone “It’s raining men”, delle uscite “a pera” di Bridget nei momenti topici. Adoro.
Renée Zellweger è perfetta nella sua imperfezione, esattamente come Bridget è.

Siamo tutte Bridget Jones

Siamo tutte, indistintamente un po’ Bridget Jones, o almeno, lo siamo state almeno una volta nella vita. Tutte ci sentiamo inadeguate, non all’altezza della situazione, un po’ racchiette, non brave come ci vorrebbero gli altri, non belle e sensuali come ci vorrebbero gli altri, non perfette in tutto come ci vorrebbero gli altri. Siamo sempre alle solite: essere donna vuol dire essere imbrigliata in una serie di stereotipi che rendono infelici.
Bridget è una frana in cucina, a lavoro combina pasticci, delude le aspettative della madre, non riesce a tenere a bada la sua fame cronica. In pratica è il ritratto di ciascuna di noi. Senza esclusione. E’ questo il vero successo del film.
Un bel film da vedere soprattutto a inizio anno nuovo, quando siamo carichi di inutili, ridicoli, patetici e ipocriti buoni propositi.

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