Tick, tick… boom! Non si può fermare il tempo

Tick, tick, tick, tick.
L’orologio va inesorabilmente avanti.
Non c’è tempo. C’è sempre qualcosa da fare, qualcos’altro da rimandare.
Non si ha tempo per andare a trovare un amico, per rispondere ad una domanda, per esserci veramente.
C’è sempre una scadenza da mantenere, un appuntamento a cui non si può non andare, un impegno improrogabile a cui non ci si può sottrarre.
Tick, tick, tick, tick.
E intanto il tempo scorre.
Costante.

Tick, tick… boom! è la storia di Johnatan Larson, compositore di musical di New York, la cui vena creativa aveva un qualcosa di visionario e avveniristico. Precorrendo i tempi del musical, introdusse schemi e innovazioni che nel tempo vennero poi riprese e apprezzate sul serio.
Nel tempo, appunto. Non in quel preciso istante. Nel tempo.
Tick, tick, tick.

Siamo negli anni ’90…

Il film è ambientato nel 1990. Anni in cui il telefono era ancora attaccato ad un filo, la musica si ascoltava dalle musicassette, l’autorealizzazione non passava attraverso like e cuoricini che scorrono su uno schermo e l’HIV terrorizzava e ghettizzava.
Erano gli anni in cui le persone morivano come mosche, in cui l’AIDS mieteva vittime più di una guerra e al tempo stesso i politici non facevano che puntare il dito e dare la colpa agli stessi ammalati.
Erano gli anni in cui i giovani rincorrevano i propri sogni finchè ne avevano la possibilità, la tenacia e la voglia. O almeno, ci provavano.
In questi anni, Johnatan era nel momento più fecondo della sua vita creativa. Si sentiva padrone del mondo intero, capace di realizzare qualcosa di memorabile, nonostante la realtà non confermasse questa sua percezione.

Diversi piani narrativi che si rincorrono

Il musical ripercorre la sua intensa carriera, i piani narrativi sono diversi.
C’è lui che racconta se stesso attraverso un musical e contemporaneamente scorrono momenti della sua vita in cui prova a scrivere il suo musical capolavoro, cercando di utilizzare tutto ciò che lo circonda per farlo diventare melodia.
Ma, in realtà, a pensarci bene, non è lui che racconta. Perchè per raccontare una storia dall’inizio alla fine, c’è bisogno di un’altra persona: la fine della tua storia, tu personalmente non puoi saperla e non avrai tempo per raccontarla dopo. C’è bisogno di un altro che ti stia vicino e che la possa raccontare.

Le azioni parlano più forte delle parole

Tick, tick, boom!
Un film davvero coinvolgente e che ripercorre le tappe salienti di crescita di un artista, andando oltre gli stereotipi di questo genere di film. Perchè qui si racconta di vita vera. E perchè le azioni parlano più forte delle parole.

Il protagonista è interpretato da Andrew Garfield ed è davvero insuperabile: credibile, eclettico, intenso senza strafare, sebbene sia molto facile strafare in un musical e qui di pezzi cantati ce ne sono a bizzeffe (starne lontani se non si ama il genere!).

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