Freaks out: siamo tutti diversi

Freaks out è un film che parla dell’unicità di ogni singolo essere umano.
Ognuno di noi è diverso, unico, raro. Nel bene e nel male.
Che poi, chi è che decide quale sia il bene e il male?!

Freaks out – la trama

Un gruppo di “diversi” mettono su un circo in pieno tempo di guerra, o meglio, in quel terribile ottobre del ’46, nei giorni del rastrellamento a Roma.
Una Roma che è di certo una città aperta, aperta a tutti, ma dove si può rimanere invischiati nel massacro, se non si riesce a trovare rifugio.
Un uomo peloso dotato di forza sovrumana, un albino capace di comandare gli insetti, una ragazzina che produce elettricità, un uomo magnetico sono una combriccola di diversi con a capo un poetico mago ebreo. Sono la summa di quanto il nazismo va cercando di eliminare o di sfruttare.
Loro sono i supereroi della storia, i cui superpoteri sono ambiti da un visionario nazista, che riesce a vedere il futuro e cerca di fare di tutto per prevenire la sconfitta della guerra. Come Cassandra, questo nazista non viene creduto dai suoi, anzi, viene abbondantemente deriso, anche lui vittima del sistema che ghettizza i diversi e i disadattati.

Un film semplicemente bellissimo

Un film costruito ad arte, la regia di Mainetti è sublime, la ricostruzione storica è perfetta, il ritmo incalzante, le emozioni sono tante, si ride, si riflette, ci si sorprende e ci si commuove.
È la rivisitazione di un pezzo di storia da non dimenticare, è la rilettura dell’essere umano in chiave diversa, è l’interpretazione della forza della ragazzina che sbaraglia il mondo.
La ragazzina. Una scelta, questa, del tutto insolita, inaspettata.
Qui si ha la dimostrazione della trasformazione che l’umanità opera sul reale che plasma forzatamente il reale a danno dei più deboli.

Un film potentissimo. Bellissimo.

Film perfetto anche per i ragazzi

Consiglio la visione anche ai ragazzi, non ne rimarranno delusi. Freaks out lo sconsiglio ai bambini, perchè non potrebbero cogliere alcuni aspetti fondamentali del contesto storico in cui è collocata la storia e sarebbe un peccato. Inoltre è abbastanza corposo e denso, la durata è di due ore circa, quindi questo è un altro motivo per evitare di vederlo con i più piccoli.
Sono andata in sala a vederlo con le mie due ragazze (13 e 11 anni) e ne sono uscite cariche di domande e di emozioni. Hanno visto con i loro occhi cose che si studiano sui libri di storia e che a loro sembrano lontanissime (meno male!), ma che ci appartengono e non sono poi così distanti come tendono a credere.

Freaks out potrebbe esser facilmente accostato e paragonato al film “The Greatest showman” di qualche anno fa, un musical dove anche qui c’è un gruppo di diversi che fanno parte di una compagnia che deve sopportare i pregiudizi e le difficoltà di una società che non riesce ad accettarli, ma la potenza di Freaks out è decisamente più prorompente ed efficace, colpisce dritta e non lascia tempi morti.

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