Coppie in attesa alla tv e si accende il dialogo in famiglia

Una mia amica ha partecipato al reality Coppie in attesa che mandano in onda per qualche martedì su Rai 2 in prima serata in queste settimane.
Durante la seconda puntata di martedì scorso, si è cominciato a raccontare la storia di Valentina, la mia amica e con questo pretesto mi sono messa davanti alla tv.
Ho guardato il programma insieme a Miriam, la mia bimba grande (8 anni ad ottobre).

Coppie in attesa: il format

Il reality, di suo, non è che sia proprio così avvincente e non è che ti lascia incollato alla televisione, a meno che tu non sia in qualche modo coinvolto emotivamente.
Vuoi perché rivivi gli istanti dell’attesa, vuoi perché riprovi le emozioni del parto, quel senso di incertezza e paura, quella tenerezza infinita e senso di onnipotenza quando per la prima volta incontri lo sguardo di tuo figlio…
Insomma, devi essere mamma (o papà) per rimanerne ipnotizzato e per non annoiarti, diciamolo.
Se non ti annoi, allora hai una spiccata sensibilità, che io non avrei mai avuto prima di diventare mamma.

Ma in questo momento della mia vita, trismamma, con ricordi ancora vividi delle mie tre gravidanze e parti, mi sono tanto, ma tanto emozionata vedendo quelle scene. Mi sono immedesimata e rivista.

Si assiste ai preparativi della valigia per l’ospedale, agli ultimi controlli medici, e poi all’organizzazione della cameretta, del resto della famiglia, l’inizio del travaglio, la nascita in sala parto e l’esplosione di gioia. Insomma, si segue tutto il periodo più complicato e bello della vita di una coppia.

E Miriam fa domande

Ho guardato la prima puntata insieme a Miriam, che sì, sa benissimo come e da dove nascono i bambini, ma dal racconto di mamma a vedere realmente una donna mentre ha le contrazioni e partorisce e tutta un’altra storia.
Da sottolineare che il programma è fatto in modo che non ci siano scene esplicite, il tutto è condotto in maniera sobria e, a mio avviso, pertinente ad un pubblico di prima serata, a patto che i bambini siano insieme ad un adulto che spieghi loro cosa sta accadendo, che altrimenti sì che può spaventare!

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Miriam mi ha ricoperto di domande a cui ho cercato di rispondere nella maniera più attinente alla realtà possibile e più comprensibile a lei. E’ rimasta in silenzio durante le contrazioni di una delle protagoniste.
Ha visto come mi sono commossa quando poi uno dei neonati è venuto alla luce e le ho spiegato che anche lei era così sporca e bellissima.
Mi ha chiesto se anche il suo papà era in sala parto, se si è comportato bene e non come quel pappamolla che ha lasciato in stanza la compagna durante le contrazioni, perché se la stava facendo sotto lui (e se lo capisce una bimba di 8 anni, cari miei…).

Mi ha chiesto come mai quella mamma mia amica aveva tutti quei figli e poi due di loro dopo una serata passata insieme andavano da un’altra mamma.
Non sono state domande facili, anzi. Ma ho risposto. E lei mi ha ascoltato tanto, bramosa di sapere, di capire, di scoprire.

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Di per se, sembrerebbe un programma banale, senza contenuto originale e innovativo, se non quello di spiattellare in tv degli istanti che molti preferirebbero mantenere nell’intimità della loro casa, ma se grazie a programmi del genere si riesce ad instaurare un dialogo con i figli come quello che ho avuto io con Miriam, bhè, ben vengano questi reality.

Stasera, noi saremo sintonizzate di nuovo su Rai 2 a guardare “Coppie in attesa”.

Daje Vale, che sei  una mamma grandiosa!

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