Serie tv You: mai fidarsi di uno sconosciuto

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In fin dei conti, siamo tutti degli sconosciuti agli altri, anche se ci si conosce da cento anni: non si sanno mai quali meccanismi perversi e intricati possano scattare nella nostra mente.
A maggior ragione quando poi sconosciuti lo si è davvero, soprattutto all’inizio di una relazione.
E’ questo che viene evidenziato nella nuova serie su Netflix: YOU, la cui prima stagione conta 10 episodi.

You: la storia [no spoiler]

Joe è un libraio, ha la faccia da bravo ragazzo, il sorriso e il consiglio sempre pronti. E’ un acuto osservatore ed ha uno spiccato senso dell’analisi. Con un’occhiata riesce a capire sempre le intenzioni di chiunque entri in libreria: ne carpisce gusti, genere e addirittura carattere e abitudini quotidiane. In pratica, ne fa il quadro psicologico completo e il più delle volte ci azzecca, perchè è davvero intelligente.

Joe, però nasconde un passato difficile, da ragazzino abbandonato a se stesso e cresciuto da un misterioso e severo signor Mooney.

L’interesse per questa donna diventa ossessione

E’ la voce di Joe che racconta questa storia.
Racconta di come ha osservato Beck, giovane scrittrice un po’ scapestrata, con una vita abbastanza alla rinfusa: dovrebbe scrivere, ma non ci riesce, vorrebbe fare soldi, ma è senza un quattrino, vorrebbe l’amore del padre, ma non accetta la sua seconda famiglia, ha un sacco di amiche, ma sono più impegnate a farsi selfie che a parlare tra loro…


Joe nota tutto questo e sente di avere una missione: farla innamorare di lui e aggiustarne la vita, ad ogni costo.

Per fare questo, Joe entra nelle pieghe dell’esistenza di Beck senza che neanche lei se ne accorga, ci si insinua e ad un certo punto ne diventa il modellatore.

Il suo personaggio assume caratteristiche sempre diverse e sempre più inquietanti: in un attimo sembra presente a se stesso, assennato, saggio, un attimo dopo è in preda ai suoi deliri ossessivi e di possessione ed un attimo successivo ancora diventa cinico e spietato.
Difficile dire se è un buono o un cattivo. O meglio, cattivo lo è, decisamente. Ma non lo è del tutto.

Si mette dalla parte del più debole, quando necessario, prende posizione e si fa carico di problemi che potevano anche non essere suoi. Protegge la sua ragazza da preoccupazioni e pensieri, facilitandole la vita in tutti i modi, ma d’altro canto vuole controllarla in tutte le sue sfaccettature. Nulla deve accadere al di fuori del suo controllo ed è proprio questo che non tollera. Non tollera il libero arbitrio e la libera casualità degli eventi.
Lui è il burattinaio e gli altri devono fare quello che dice lui.

La storia è un thriller piuttosto leggero per come raccontato, ma pesante in fatto di significato.

E’ un bene questa vita “social”?

Vengono messe in evidenza la pericolosità di questa nostra vita esposta troppo sui social, perchè poi può passare il pervertito di turno che ovviamente non ce l’ha scritto in fronte di essere tale e quindi una ragazza può cascarci in pieno.
Ma, a mio avviso, un Joe qualsiasi, se si mette in testa di arrivare a fare del male, lo fa a prescindere da quanto la vita della sua eventuale vittima possa essere esposta su instagram o su facebook. Lo fa perchè è una sua malsana e perversa necessità, frutto di una vita costruita su situazioni dolorose e poco chiare.

La serie scorre velocissima, perchè la storia è appassionante. Giusto un paio di episodi, a mio avviso, hanno un ritmo decisamente lento, ma per il resto è tutto molto incalzante e ricco di colpi di scena.
Una serie che decisamente consiglio.
Su Netflix.

E’ in programma la seconda stagione, ma ancora non si sa nulla in merito.
Insomma, buona visione.

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