Top Gun Maverick: quando il sequel è meglio del primo

Last Updated on 20 Giugno 2022 by Micaela

Gli anni ’90 sono caratterizzati da una serie di film cult e Top Gun è decisamente uno di questi, forse il primo della lista.
Alcune scene di questo film hanno fatto la storia, così come la colonna sonora, da lì sono scaturite mode del momento e fissazioni.
Per me, ragazzina degli anni ’90, quando penso a Tom Cruise, inevitabilmente lo penso con quel giubbotto addosso e con i rayban a goccia. Sfido chiunque a pensarla diversamente.

Era necessario il seguito di Top Gun?

C’era un po’ di scetticismo in me, inizialmente, quando si diffuse la notizia di un sequel del primo film: chissà che cosa si inventano per questo “Top gun Maverick”, sarà uno scimmiottare la storia passata, non sanno più come far soldi e rispolverano le vecchie glorie, sarà un susseguirsi di scene stile video game, facile che rendano tutto ridicolo… se me lo rovinano, li denuncio, e così via.
Insomma, per me era un “no” a priori.

E invece…

E invece non è stato affatto così.
Il secondo Top Gun vede l’evolversi del personaggio Maverick in chiave più che mai realistica: un uomo tormentato dai sensi di colpa per aver perso il migliore amico in missione, ritorna in mezzo a giovani piloti, stavolta come addestratore e vuole a tutti i costi il proprio riscatto.
Sente di non essere al proprio posto, non si sente affatto un insegnante, il suo compito è da sempre quello di volare veramente, di essere un operativo fino all’ultimo dei suoi giorni. Nulla di più e nulla di meno.

Il modo di violare le regole di Maverick è sempre lo stesso e stavolta lo fa con qualche decorazione in più sul petto, per cui gli viene dato il beneficio del dubbio, qualche volta.

Top Gun Maverick: L’effetto nostalgia funziona benissimo

Il film ripercorre nostalgicamente le scene iconiche del passato, le richiama esplicitamente e le fa rivivere benissimo. Ed è emozionante.
Difficile non ripensare anche alla “me” più giovane, a come guardavo quello schermo e a quello che sognavo a quei tempi. I parallelismi tra film e vita vissuta scorrono su due binari in maniera sincrona e inesorabile.
La storia di Maverick passa in rassegna il percorso di ciascuno di noi: le perdite, i sogni, i successi, i rimpianti, gli sbagli, le conquiste. C’è tutto.

Qui Maverick cerca il perdono, cerca la redenzione ai propri sbagli e forse riesce a trovarla, nell’energia e nella spontaneità dei nuovi piloti.

La squadra

L’importanza di fare squadra è alla base di una delicatissima missione contro una potenza mai menzionata che ha una centrale non autorizzata di uranio. Facile fallire, ancor più facile non riuscire a tornare vivi a casa. C’è bisogno di realizzare una serie di miracoli per avere successo e questo non solo dipende dai mezzi a disposizione, ma soprattutto dal pilota, dalla sua preparazione e dal suo coraggio e ancor di più dallo spirito di squadra, dalla fiducia e dalla generosità.
E le componenti qui ci sono tutte, vengono man mano ad emergere, sebbene con qualche difficoltà all’inizio della storia.

Effetti spettacolari

Le scene in volo sono spettacolari, sembra di stare lì: si sente la difficoltà di respirare per l’alta quota, si avverte la sensazione di pressione sul petto a causa della spinta a grande velocità, si avvertono le gocce di sudore sotto il casco (forse perchè l’aria condizionata nei cinema è stata regolata in maniera meno potente del solito, per motivi di risparmio energetico).
Insomma, è un film da vedere sul grande schermo, altrimenti perde della metà dell’adrenalina. E il finale, è un crescendo.
Oserei dire che è un film che nulla toglie all’azione dei supereroi e forse Maverick è un supereroe a tutti gli effetti.

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