The imitation game: la storia di Turing e del suo genio

The imitation game è un film del 2014 che racconta la storia di Turing.
I computer non sono nati così come sono adesso: all’inizio erano delle ingombranti macchine che prendevano delle pareti intere, che per fare calcoli, anche semplici, impiegavano lunghissime ore.

Quando è nato il computer? La storia di Turing

La nascita e l’evoluzione di queste macchine è da far risalire in ambito militare nella seconda metà del ‘900, quando la guerra spingeva la ricerca scientifica e impiegava immani risorse nel risolvere il conflitto su qualsiasi piano.
Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che viene pensata la prima macchina decodificatrice, ideata da Alan Turing, un giovane matematico inglese.

Alan Turing: colui che intuì la potenza dell’intelligenza artificiale

Il film racconta proprio la storia di Turing, che intreccia genio, calcoli, ingegneria, strategia di guerra, crittografia, scienza della comunicazione e del linguaggio.

L’esercito britannico ingaggia un giovanissimo Turing proprio per decriptare la macchina Enigma utilizzata dai nazisti per inviarsi messaggi strategici per gli spostamenti e per organizzare gli attacchi contro gli Alleati. Riuscire a decifrare segretamente questi messaggi significherebbe salvare milioni di vite e vincere la guerra.
Ogni tentativo fallito significa subire un nuovo attacco aereo. Significa altre morti. Significa l’avanzata dei tedeschi. Turing si addossa una grande responsabilità e deve prendere spesso decisioni nemmeno condivise dalla sua squadra, fatta di giovani brillanti menti.

The imitation game: il test di Turing

Turing, oltre ad aver fondato le basi della moderna informatica, ha cominciato da subito a studiare le differenze cognitive tra macchina programmabile e uomo. Le istruzioni e le regole che si inseriscono nella macchina la rendono capace di trovare risposte e risultati attendibili. Quelle regole ed istruzioni sono ovviamente fornite da un essere umano. Quanto siano diversi questi procedimenti di ragionamento tra uomo e macchina era il vero nodo cruciale di studio di Turing. Certamente una macchina non può avere un’autocoscienza, non potrebbe riconoscere l’ironia, se non in taluni casi previsti e sicuramente non è dotata di creatività. Ma quanto e fino a che punto è diversa dai nostri meccanismi interni di pensiero?

Grandi tematiche sociali

Si intrecciano poi tematiche sociali sullo sfondo, per finire a diventare protagoniste sul finale: la tragica fine di Turing, indotto al suicidio per esser stato condannato per la sua omosessualità, la partecipazione di una donna agli studi scientifici per decifrare Enigma, la diversità come valore e non come handicap.
Ce ne sono tanti di spunti di riflessione e approfondimento.

Lo srotolamento del tempo

La narrazione della storia di Turing si svolge su piani temporali differenti: conosciamo un Alan bambino e gli atti di bullismo subiti, vediamo un Alan genio matematico nel pieno della sua attività e trasportato dalla scia delle sue intuizioni ed infine assistiamo al forzato tramonto di un essere umano ormai privato della propria dignità.

Il cast

Un gran bel film con un cast ben assortito: Benedict Cumberbatch nel ruolo di Turing, Keira Knightley nella donna che osa studiare matematica e che accetta Alan esattamente così come è, nutrendo per lui un profondo affetto, e svariati altri volti noti del cinema.

Un film che spiega passaggi che vengono tralasciati dai libri di storia o di matematica

Il film è adatto a tutti, ma per la complessità della tematica, per i tanti riferimenti alla storia che ci sono e per l’intreccio dei piani temporali, è necessario avere l’adeguata concentrazione e l’interesse. Vederlo con ragazzi dai 12 anni in su, è perfetto, anche per far capire alcuni passaggi che non sempre vengono raccontati nei libri di storia o di matematica.

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