Promises: come fa a finire una storia se non è mai iniziata?

Last Updated on 6 Luglio 2022 by Micaela

Promises – film del 2021 con Pierfrancesco Favino, Kelly Reilly.

Non sempre si ha la fortuna di incontrare la persona giusta al momento giusto. La si può incontrare in un momento sbagliato a piacere e quello sfasamento di tempo potrebbe non diminuire mai, anzi, potrebbe aumentare sempre di più, potrebbe complicarsi.
Nonostante questo, i protagonisti della storia, anziché allontanarsi, sono sempre più legati fra loro, proprio a causa di questa impossibilità di vivere la loro storia.

Una storia d’amore fatta di pensieri

Cosa c’è di più magico e perfetto di qualcosa che esiste esclusivamente nella nostra testa? Cosa c’è di più ideale di una immagine che proiettiamo addosso a qualcuno e che viene indossata come un abito su misura di alta sartoria?
Questa è la storia di Promises.

La vita è complicata, si srotola tra momenti salienti, tra gioie e dolori, tra convenzioni e dubbi, ma va avanti, nonostante tutto. Va avanti e si ripiega a volte su se stessa, costringendoci a fare i conti con i nostri fantasmi e con i nostri desideri e le nostre promesse.

Promises

Di fatto, le vite di Sandro e Laura continuano a sfiorarsi impercettibilmente e a riavvolgersi su se stesse loro malgrado. Esattamente come la spirale del tempo. Il destino continua a metterci del suo, con tutto il cinismo e la cattiveria del caso, non facendo quasi mai incastrare i pezzi. E loro continuano a subirlo.
La loro è mancanza di coraggio? E’ rispetto della vita e delle scelte dell’altro? Chi può dire con esattezza la causa vera. Il risultato è soltanto uno, comunque.

La loro è una storia che non può finire

La loro è una storia fatta di sensazioni a pelle, di chimica, di sguardi, di se…
E come tale, non può mai finire, sperando che ci possa essere una possibilità anche per loro… chissà quando.

Una storia di sentimenti impalpabili, di sensazioni frammentate e raccontate a singhiozzi, rendendo perfettamente l’idea della non realizzazione.

Nonostante quel che molti critici abbiano scritto di questo film, l’ho trovato poetico e a tratti straziante. Il ritmo stesso mi è piaciuto molto: la storia che fa avanti e indietro in momenti temporali differenti, si ricongiunge perfettamente alla fine.
E la penna delicata della scrittrice del romanzo (Amanda Sthers), si è perfettamente trasposta nella sceneggiatura del film. Non è vero che il film non ha corpo, che non decolla e che non realizza un insieme omogeneo finale.
Per quel che ho colto, ha esattamente reso concrete tutte le sensazioni che vivono i protagonisti della storia. Niente di più e niente di meno.
E non è affatto poco.

Forse potrebbe anche interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.