Liberiamo una ricetta:… zuppa di ceci e moscardini

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Voglio raccontare una ricetta, la racconto, perchè questa è una ricetta speciale, legata a ricordi cari e irripetibili…
E’ una ricetta che mi ricorda tanto tanto il mio insostituibile papà: uomo di grande cultura, di gusto, di cuore.
E’ una ricetta che mi ricorda le tavolate in casa, con gli amici di famiglia, che venivano allietati dalla cucina di papà, che per quella sera diventava il re assoluto delle pietanze.
E’ una ricetta i cui profumi e sapori mi ricordano le risate, le mani curate e precise di papà, la sua attenzione ai dettagli, la sua voglia di fare tutto con la massima cura.
Insomma, questa zuppa è il frutto della sua esperienza come abile cuoco di pesce e come grande buongustaio… non so bene da chi l’abbia imparata, mamma ha ritrovato i suoi appunti e l’abbiamo voluta sperimentare…
Quando l’ho riassaporata, è stato come riaverlo a tavola per un istante… ed ho ripetuto ad alta voce, come allora: “Ammazza che bòna, papà!

Oltre a liberare una ricetta, sono qui a liberare anche il mio cuore, a liberare la mia nostalgia del mio papà a ritornare per una volta figlia e non solo mamma…

Ingredienti per 4 persone:
400g di ceci secchi
600g di moscardini puliti
500g di polpa di pomodoro
mezzo bicchiere di vino bianco
1 cipolla
olio
dado vegetale
crostini
sale

Procedimento:
Dopo aver messo in ammollo in acqua e un pizzico di bicarbonato i ceci, scolarli e bollirli in altra acqua in una pentola, con una cipolla tritata e del dado vegetale, fino a cottura completa.
A parte, pulire i moscardini e riporli in un tegame con un giro d’olio ed il vino. Quando il vino sarà evaporato, aggiungere la polpa di pomodoro e farli cuocere a fuoco molto dolce per una mezzoretta.
Quando tutto è pronto, unire i ceci, con poca della loro acqua, ai moscardini.
Aggiungere l’acqua di cottura dei ceci a seconda di quanto brodosa si vuole rendere la zuppa.
Per amalgamare il tutto, riaccendere il fuoco per qualche istante e servire ben caldo sopra un letto di crostini, oppure senza… poco importa!
Assaggiare di sale soltanto alla fine ed, eventualmente, aggiustare.

E buon appetito.
Ah, perdonate la pessima qualità delle foto, è che era troppa la voglia di mangiarla calda, che non ho perso tempo in inquadrature, messa a fuoco e tutto il resto… ho pensato solo a sedermi a tavola e ad assaporare sta meraviglia!

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

5 commenti

  1. Grazie per aver condiviso con tutte noi questo attimo di vita, di amore, di nostalgia….

    1. io lo dico sempre che scrivere, per me, è terapeutico!

  2. sembra buonisssima!!! e poi che bei ricordi…

    1. E’ veramente speciale! Provala… tutto sta a saper pulire i moscardini, magari chiediamo a mamma di fare un tutorial in merito!

  3. Ecco … i moscardini mi spaventano davvero! Ma per il resto sarei proprio curiosa d’assaggiarla! Grazie per aver liberato questa ricetta!

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