The Last Duel: il femminismo nel Medioevo

The Last Duel, film di Ridley Scott, in uscita nelle sale cinematografiche dal 14 ottobre 2021, con Matt Damon, Ben Affleck, Jodie Comer e Adam Driver.

Dimenticate le storie di dame felici e cavalieri d’onore, di amori romantici e di castelli felici, questa è la storia di un Medioevo davvero lugubre, non a caso è l’epoca buia. E’ una storia che è ben lungi dalle storie romanzate, imbrilloccate e falsate di prodi cavalieri. Qui si racconta quanto di poco c’era di cavalleresco e quanto gretto era l’animo umano (era?).

Le ricostruzioni storiche di Ridley Scott sono sempre più che perfette e anche con questo film ha azzeccato tutto: atmosfera, luoghi, costumi, scenografie, fotografia. Tutto.

The Last Duel: duello per salvare l’onore, di chi?

Siamo in pieno medioevo, in Normandia. Tra crociate, feudalesimo, pestilenze, scaramanzie e riti.
Si racconta di come due scudieri affrontano la vita e le difficoltà in due modi diversi: da una parte astuzia e strategia, dall’altra forza bruta e semplicità. In mezzo c’è una donna.
Una donna violata, usata, sottovalutata.
I tre sono i protagonisti della storia e ciascuno la vede a proprio modo. Il film ripercorre i tre punti di vista, esaltandone le differenze, a volte davvero sottili.
La storia è antica, ma la chiave del racconto è più che moderna, oserei dire: attuale.

Una storia di femminismo nel Medioevo

Si fa luce sul grande coraggio di lei, sulle ipocrisie dell’epoca (molte ancora attuali), sul maschilismo strutturale che ha disegnato il nostro DNA fino ai giorni nostri.
Si racconta di un seme di femminismo nel Medioevo, di voglia di rivalsa e di rinascita, soffocato da una tempesta di ignoranza, indifferenza, ipocrisia, pregiudizi.
Si racconta di patriarcato, di paura, di ingiustizie e di amore vero, quello che esiste solo tra una madre e il proprio figlio.
Si racconta di una storia di cavalieri, che di cavalleresco hanno solo la medaglia del re sul petto, che di eroico non hanno alcunché, anzi.
Si racconta di un re ridicolo, di norme ridicole, di pensieri ridicoli.

Un film tosto, drammatico, un pugno nello stomaco.

Un cast eccellente.

Ci vuole un po’ per digerirlo, soprattutto alla luce di quanto tutt’ora accade.

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