Crazy, stupid love: due modelli maschili a confronto

Last Updated on 5 Febbraio 2022 by Micaela

Crazy, stupid, love è la commedia romantica che celebra le crisi di mezza età e l’immaturità sentimentale del genere maschile, cercando di rendercela simpatica. Un po’ ci riesce (Ryan Goslin è mago in questo, a lui si perdona tutto o quasi) e un po’ cade nella banalità, come spesso accade anche nella vita vera.

Due modelli maschili a confronto

Al centro della storia c’è Cal, uomo quasi cinquantenne, con un paio di decadi di matrimonio all’attivo, un paio di figli e una moglie che ha trovato altrove l’amore (forse) e la considerazione (certamente). Per questo viene mollato.
Lui è lo sfigato, quello per cui si prova immediatamente empatia. Trascurato nell’aspetto, nei gesti, nella considerazione delle donne, goffo e consapevolmente vittima della situazione, si rende conto che il suo mondo è crollato e con lui crolla anche ciò che è sempre stato come uomo. Rimane inerme, immobilizzato. In pratica, come è sempre stato. Nulla è cambiato in sostanza. Solo che ora se ne rende conto.
Fino a quando non incontra Jacob (il nostro Ryan), che, al contrario, è il classico uomo da una storia di una notte, che considera le donne come strumenti di sollazzo, che segue un preciso copione ogni sera, ben collaudato ed efficace: si siede al bancone dello stesso locale, con il suo completo ineccepibile, butta un paio di occhiate qua e là ben calibrate e mirate, spara le sue due o tre frasi di rito e tac, la vittima cade nella ragnatela. Ogni sera. Tutte le sere della sua vita.
I due sono il nero e il bianco del Tao, uno trasforma l’altro in base al proprio modello, fino a creare qualcosa di accettabile da entrambe le parti.
Stereotipi paralleli che non è che rivelino chissà quali verità nascoste, anzi, confermano schemi che già si conoscono bene e con cui ci siamo trovate a che fare a fasi alterne della vita.

Si parteggia per Cal, ma si sogna Jacob. E’ inevitabile, care mie. Siamo incastrate nel modello anche noi. Fino a quando Cal non comincia a somigliare un po’ a Jacob, allora la cosa diventa più interessante, no?

Son cose note? Sì, ma va bene così

Sullo sfondo della storia ci sono le incomprensioni con i figli, la capacità di accettare le loro scelte, di capire i loro tempi. E poi c’è la routine di un matrimonio logoro, le cose date per scontate, le crisi di mezza età, la ricerca di conferme…

Le vite dei due uomini si intrecciano fino ad annodarsi completamente, grazie ad Hannah (Emma Stone), l’unico personaggio solido della situazione.

Come ne escono i due? Sicuramente migliori. Fino al prossimo momento di crisi, ne sono convinta. Del resto, l’amore è pazzo e stupido. Non è altro.

Ci sono diversi momenti esilaranti nel film e la coppia Ryan-Emma è davvero un bel vedere sotto tutti i punti di vista.

Crazy, stupid, love è un filmetto romantico, ma non troppo, che intrattiene e scorre bene.

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