Cruella: è sempre colpa della mamma

Il film Disney Cruella racconta la storia di Crudelia Demon, la cattiva del film “La carica dei 101”.
La donna spietata che in barba ad animalisti e pietà, vuole sterminare un centinaio di cuccioli dalmata pur di avere pellicce di prima qualità.

Ebbene, come è arrivata a tali livelli di cattiveria, la stilosissima Crudelia?

Cruella: la storia di Crudelia Demon

La sua storia viene ben spiegata in queste 3 ore di film. Si parte sin dalla nascita e dai primi anni di vita della ragazzina, che inizialmente si chiama Estella. Si capisce subito che è una bambina “diversa” dalle altre, non solo per aspetto fisico, ma anche per acume, scaltrezza, genialità, voglia di rivalsa e terribile cinismo.

Ovviamente, come in ogni buon film che si rispetti, ci deve essere il punto di rottura da cui parte la storia e da cui emerge il personaggio e puntualmente arriva, non c’è da aspettare poi molto.

Estella (Emma Stone) si ritrova a dover affrontare da sola una vita difficile, con lei ci sono i suoi validi amici che la supportano e la aiutano in tutti i suoi capricci.

La ragazza è tormentata, ha una doppia personalità: da una parte vuole essere la persona gentile e responsabile come avrebbe voluto la mamma, dall’altra la sua vera natura emerge piano piano e non le lascia scampo.
La sua è una lotta interiore dura a tenere a bada.

Le cose vanno abbastanza bene fino ad un certo punto, ovvero fino a quando sul suo cammino non incontra una delle donne più di successo e più temute nel mondo della moda londinese: la baronessa von Hellman (Emma Thompson).
Una donna spietata, crudele, irriverente, geniale, approfittatrice ed egocentrica. Ce le ha proprio tutte.
Per Estella diventa un punto di riferimento, una fonte di ispirazione senza eguali.

Il percorso di Estella però la porta a sconvolgenti scoperte sul suo passato, che le fanno rimettere tutto in discussione.

Di chi è sempre la colpa di tutto?

Il risultato di tutto è che alla fin dei conti, la colpa di tutta la crudeltà di Crudelia sta proprio nel terribile rapporto con la madre.
Ma, del resto, quale donna non ha un rapporto complicato e controverso con la propria madre?
Questo vuol dire che potenzialmente siamo un po’ tutte delle Crudelia Demon? Probabile.
Interessante prospettiva.

O anche, c’è ancora bisogno di scaricare addosso alle madri le responsabilità di qualsiasi opera dei propri figli, sia essa benefica o malefica? Evidentemente sì, ce ne è ancora bisogno.

Quindi, sì. Con questo film si umanizza la cattiveria di Crudelia, se ne cercano le radici e si scaricano responsabilità addosso ad uno dei genitori (ovviamente il padre non è pervenuto, come nel più banale dei classici racconti).

Cosa mi è piaciuto del film Cruella

Cosa mi è piaciuto terribilmente di questo film?
Difficile dirne solo una.
Mi è piaciuta l’ambientazione: una Londra a cavallo degli anni ’60 e ’70, dove moda e musica esplodevano di creatività e innovazione e infatti sono ben riproposte entrambe in queste ore di film.
Mi è piaciuto moltissimo il personaggio della baronessa: le sue risposte secche e asciutte, il suo non curarsi del mondo intero è davvero di ispirazione.
Mi è piaciuta Emma Stone: le azzecca sempre tutte! Convincente nella sua interpretazione, nei suoi cambi continui di registro, i suoi look sono pazzeschi. Lo stile rock molto barocco che ne esce fuori è stratosferico.
Mi è piaciuta la storia, anche se a tratti parecchio lenta.
Mi sono piaciuti i continui rimandi al film “Il diavolo veste Prada”. Adoro.

Cruella come Harley Quinn?

Quindi sì, alla fine è un ottimo film, sempre come tradizione Disney vuole, ma ci si aspettava qualcosa che rendesse la cattiveria di Crudelia ancora più crudele e convincente. Forse erano le aspettative ad essere sbagliate, chissà.
Il tentativo disneyano di regalare al proprio pubblico una eroina cattiva in stile Harley Quinn è decisamente fallito: questa pazza scriteriata è davvero pericolosa e dannata. Cruella, no.

Attenzione alla post credit scene

Alla fine del film, dopo i primi titoli di coda, c’è una scena da non perdere che raccorda questa storia con quella che ben conosciamo della carica dei 101. Un richiamo da non tralasciare assolutamente.

E’ un film per bambini?

Direi che per la storia e per come si sviluppa, sì, è un film per bambini. A patto che riescano a reggere un film che dura 134 minuti.

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