Black Widow il film: un nuovo modello di donna guerriera

Dopo vari rinvii a causa della pandemia, finalmente il 7 luglio 2021 esce al cinema Black Widow, l’ultimo film Marvel interamente dedicato ad una delle figure femminili più celebri e cruciali dell’MCU e quasi in contemporanea anche in streaming sulla piattaforma Disney+ con accesso Vip.

Black Widow – come si colloca la storia?

Dopo un breve flashback all’infanzia di Natasha Romanoff, la storia si incunea immediatamente dopo i fatti accaduti in Civil War, quindi Nat è ricercata perchè non ha sottoscritto i patti di Sokovia.
In questa parentesi, deve rifare i conti con il suo passato, con coloro che l’hanno resa come è ora. Scopriamo che lei non è la sola donna che è stata trasformata in macchina da guerra, ce ne sono tante altre, che servono gli scopi di una mente malata e dominatrice.

Faccia a faccia con il suo passato e con la verità, che finora non aveva saputo, Nat ritrova la sua umanità che aveva cominciato a riaffiorare con gli Avengers.
Ritrova la sua vecchia “famiglia”: imperfetta, complicata, tenuta insieme da tutt’altro che da rapporti di sangue, ma ognuno è il perfetto incastro del puzzle. In pratica, quasi come tutte le famiglie, solo un filo più sopra le righe, direi.
I siparietti con il padre rasentano il grottesco e sottolineano il divario generazionale, tipico tra genitori-figli. Qui quelli della Marvel sono stati davvero brillanti.

Ma veniamo a quanto mi è più a cuore: quale versione della Black Widow emerge?

L’evoluzione di Black Widow

Scharlett Johansson stessa ha dichiarato che in più di 10 anni di film Marvel, il suo personaggio ha subito diverse trasformazioni (non solo fisiche) e diverse trame narrative. Qui si racconta di una donna guerriera che parte dal solito clichè della femme fatale, che usa la propria bellezza per arrivare ai propri scopi (nei primi film di Ironman è così che viene raccontata Nat), fino ad arrivare all’ultima versione di Black Widow, non più con tutine in lattice, ma con costumi da combattimento pratici e comodi, pieni di tasche e facility.
Nel film stesso viene presa in giro la “vecchia” versione di Nat, dalla sorella, che le chiede il motivo per cui si spara così sfacciatamente le pose mentre combatte.
Sì, dai. Ce lo siamo chiesto tutti in passato come riuscisse a rimanere perfetta e senza un capello fuori posto dopo aver combattuto come un’ossessa e aver fatto una carneficina attorno a se’.

(L-R): Black Widow/Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) and Yelena (Florence Pugh) in Marvel Studios’ BLACK WIDOW, in theaters and on Disney+ with Premier Access. Photo courtesy of Marvel Studios. ©Marvel Studios 2021. All Rights Reserved.

Un vecchio racconto di donna violenta

La donna violenta dei primi film Marvel seguiva una narrazione ancora maschilista. Solo poco più di 10 anni fa, la versione raccontata della donna guerriera era di una donna sbagliata, marchiata, matta. Una sorta di nuova strega.
Questa rappresentazione della donna era un altro modo per riposizionarla nell’ambito di oggetto erotico, per ristabilire la vera gerarchia uomo-donna: con abbigliamento opportuno, camminate espressive, tacchi vertiginosi, scollature, ammiccamenti e scuotimenti di capelli lunghi.

Come è cambiata la narrazione con Black Widow il film

Nat è una donna che non ha perso la propria umanità, nonostante tutte le brutalità subite e commesse. E’ una donna coraggiosa, capace di fare scelte con la propria testa e di assumersene le responsabilità.
Si guarda dentro, nel profondo, prova a risolvere ciò che riesce e a perdonarsi per gli errori che ha commesso.
Prova sentimenti, emozioni, sebbene sia stata educata a soffocarli. Prova pietà, affetto sincero. Pianifica ed esegue. Elabora strategie, usa contatti e trova soluzioni.
Sembra quasi io stia parlando di un uomo. E invece no. E’ Nat e il nuovo modo di raccontarla.
Le hanno strappato via ciò che loro ritenevano esserle un intralcio e ciò che la rendeva vulnerabile e donna, ma lei è rimasta ugualmente donna a prescindere da etichette e immagini forzate di lei.

Questo film gioca tra le aspettative di noi fan e all’interno della storia con le aspettative che si hanno da Natasha Romanoff e dalla donna in generale: “Hai mai desiderato un figlio?”, le chiede sua sorella. Il solito vecchio bivio a cui noi donne ad un certo punto della vita ci troviamo e per cui ci sentiamo in obbligo di dare giustificazioni della nostra eventuale scelta.
Nat sorride. Solo lei sa cosa le frulla nella testa in quel momento.

Abbiamo voltato pagina, a partire dall’universo Marvel. Ora continuiamo così.

Un’ora e mezza super densa di film, cariche di adrenalina, azione, inseguimenti, scoperte. E, mi raccomando: occhio alla post credit scene.

Data di uscita: Nelle sale italiane dal 7 luglio e dal 9 luglio in streaming su Disney+ con Accesso VIP*

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