Che disastro di commedia!

Una compagnia amatoriale, un delitto in una villa, una scenografia che cade a pezzi e una serie di colpi di scena.
Tutto questo è “Che disastro di commedia” lo spettacolo in scena a Roma al Teatro Brancaccio dal 5 all’8 aprile 2018.

Che disastro di commedia al Teatro Brancaccio

Nata su un piccolo palco londinese, questa storia ha avuto un successo clamoroso mondiale, tanto da aver toccato tutti i continenti ed essere approdata sui palcoscenici più importanti.
Il tipico humour inglese si veste di un dinamismo mai visto, abbandona il suo essere statico e distaccato, per diventare del tutto coinvolgente.
Non ci sono solo freddure e tipiche battute in quello spirito, ma c’è molto (tantissimo) movimento e cambi di programma e la fisicità degli attori è coinvolta a 360°.
Ricorda molto la commedia degli equivoci e lo stile “The importance of being Earnest”, di Oscar Wilde, ma in chiave più movimentata e divertente.
La serietà e l’aplomb inglese, in ogni caso, sono quelli.

Una commedia della commedia

E’ una “metacommedia” in cui gli attori inscenano degli attori amatoriali che devono portare avanti lo spettacolo nonostante tutti gli imprevisti, tutti gli errori, tutti gli intoppi che accadono.
Ed il risultato è davvero esilarante.
Tutto quello che NON dovrebbe accadere, inesorabilmente e tragicamente accade sempre. E gli attori vanno, in ogni caso, avanti con le proprie battute.

Clamorosa è la scena in cui il maggiordomo non riesce a rispondere in maniera corretta alla domanda e innesca un loop infinito di battute che si ripetono tra i quattro attori sul palco.
Alla fine fa male la pancia dalle risate! E’ geniale!

Confesso che non sono amante di questo genere di humour, non amo le freddure inglesi, ma questo spettacolo l’ho adorato.
Mi ha fatto trascorrere due ore davvero spensierate e leggere.
La mia curiosità di vedere cosa sarebbe successo in seguito era troppa e mi ha tenuta allertata fino all’ultimo secondo.

Gli attori sono bravissimi: non è una commedia semplice e bisogna avere il fisico per tenere quei ritmi. Battute incalzanti, scena dinamica e spostamenti continui. Non è affatto facile.
Bravi tutti.

E’ stato simpatico poi lo stesso regista Mark Bell, salito sul palco per salutare il pubblico, quando ha spiegato che per mettere in scena “Che disastro di commedia” c’è bisogno di veri idioti, degli idioti professionisti. E lui ha avuto la fortuna di trovarli!
Ovviamente, tutta la compagnia ha ringraziato sinceramente di questo complimento.

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E buon divertimento a tutti!

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