Io e il tempio maledetto

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Lasciare che viva oppure continuare a cercarlo per tutta la notte per ammazzarlo?
Dormire io fregandomene, ammesso che ci riesca, oppure vegliare per vedere se si ripalesa?

E’ questo quello che mi son chiesta fino a circa le 2.00 di notte.

Dopo una giornata rocambolesca di mille richieste e capricci, finalmente i tre dormono pacifici. A guardarli così sembrano degli angioletti. Quanto ci si può
sbagliare nel buio della notte. Quanto! E’ arrivato il mio momento. E’ il momento del relax, della lettura, delle chiacchiere via chat con le mie amiche consolatorie e consolanti.
E’ il momento in cui cala il silenzio. Adoro.
Mi sdraio sul lettone, in solitudine, mentre fuori ogni tanto passa un’auto, i grilli cantano, l’oscurità avvolge una serata calda, ma ventilata. Grazie a Dio.
Fisso il soffitto. E’ qui che rimetto insieme le idee, faccio sì che la stanchezza abbia il sopravvento, i nervi si rilassino e rilascino tutto il carico della giornata, è qui che mollo tutto. Nella pace più assoluta.

E’ in questo stato di nirvana momentaneo, che allungo lo sguardo sul lenzuolo attorcigliato affianco a me.
Cazzo è quel coso che cammina sulle lenzuola?
Mi alzo come se fosse il letto stesso a catapultarmi per aria, una botta secca di reni e addominali che neanche immaginavo di avere, e cerco di rincorrere con gli
occhi quel bacarozzo che ha osato infilarsi nel mio letto.
No, dico, proprio a me: che gli insetti li detesto con tutta me stessa, cittadina fin nel midollo, e non so gestire queste emergenze se non urlettando e starnazzando
come una papera.
Neanche Schettino sulla Concordia, scapperebbe a gambe levate come farei io, abbandonando tutto e tutti.
Ma cerco di trattenermi. Potrei rovinare la pace instaurata in casa tanto duramente. Cerco di smorzare il panico. Perchè di panico e anche pure di schifo si tratta.
Ma il panico difficilmente si smorza, se non con una buona dose di razionalità oppure con altrettanto panico: meglio un bacarozzo che cammina sul letto o le 3 belve
che si svegliano urlando e piangendo?
Bacarozzo tutta la vita. E questo mi riporta in me e mi fa riottenere un minimo di lucidità.
Panico scaccia panico.
Sono attimi. Infinitesimi di secondo. Poi afferro il libro in lettura del momento e comincio a scagliarlo addosso al malcapitato bacarozzo senza pietà, fino a che
riesco a tramortirlo. Ormai caduto sul pavimento è agonizzante, lo guardo esalare l’ultimo respiro. Con soddisfazione, lo devo ammettere.

tempio maledetto
Mi riprendo da questa impresa alla Indiana Jones nel tempio maledetto e mi chiedo: “Mi disfo del cadavere ora? No, chissenefrega. Può aspettare fino a domani mattina!”
e lo lascio lì.
Riassumo la mia posizione da lettrice e continuo le mie faccende rilassanti. Il mio respiro lo sento tornare alla normalità. Quasi avverto anche un po’ di fame
notturna, ma cerco di non darle importanza, meglio non cedere, molto meglio immergermi nel mio libro e non pensare più a niente.
Si fa una certa ora, comincio ad avere segni di cedimento, sbadiglio, le palpebre pesanti come saracinesche a fine giornata, chiudo il libro, mi giro su un fianco
per spegnere la luce, afferro l’interruttore, abbasso lo sguardo.
Con terrore sgrano gli occhi: il cadavere non c’era più. Scomparso.
Oddio.
O mio Dio.
Che diavolo di fine ha fatto?
Sorpresa di nuovo dal panico da bacarozzo, con lo sguardo cerco in tutto il triangolo di pavimento che riesco a vedere nella penombra, nessuna traccia della bestia.
Possibile che si sia ripreso e che se ne sia andato? E dove è andato?
E’ possibile che mi sia sognata tutto e che la precedente lotta col bacarozzo era avvenuta solo nella mia testa vuota?
Possibile. Tutto è possibile ormai a quest’ora.
Accendo l’altra luce.
Non trovo pace.
Il sonno è bello che passato.
La fame ritorna più violenta di prima: mi farei fuori una teglia di pasta al forno se potessi, tanto è il nervoso!
Devo trovare quel bacarozzo schifoso.
E una volta trovato me lo sgranocchio. Calorie zero, tante proteine. Almeno così dicono. Ma che vado a pensare?! Mi faccio schifo da sola. Io e il bacarozzo schifoso.
Quante vite ha un bacarozzo? E’ risuscitato? E’ un bacarozzo zombie adesso e se mi morde divento schifosa come lui? Esiste il fantasma del bacarozzo? E’ l’universo
che mi sta punendo per la mia cattiveria?
Sì, sono una persona cattiva, ma a me i bacarozzi fanno proprio ribrezzo.
Sollevo il cuscino, sbatacchio in aria le lenzuola, sposto il comodino, mi sento formicolare dappertutto e mi gratto con energia. Una pazza in preda a spasmi isterici sono.
Niente. Il bastardo si è volatilizzato.
Oddio, non è che vola?
No, non mi sembrava una blatta, altrimenti avrebbe schivato diversamente i miei fendenti precedenti. Avrebbe.
Sto delirando in preda al panico o è il sonno che ha il sopravvento?
Entrambi. Non lo so.
Svengo dal sonno e dalla fame, non ricordo più nulla.

Mi sono poi risvegliata la mattina dopo con un gran mal di testa e nessuna traccia di cadavere di bacarozzo in giro per la stanza.
Ho sognato tutto? Può darsi.
Spero di non dover mai scrivere il seguito di questa puntata.

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