Si ricomincia a dormire… forse! FORSE!

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Forse si ricomincia a dormire per tutta una notte: questo è un post di speranza per te che leggi e magari stai penando con tuo figlio, con i suoi risvegli notturni, con la sua voglia di starti appiccicato e di dormirti addosso, con le sue richieste più impensabili alle 3 di notte. Sappi che finisce. Ho constatato che tutto questo ha una fine. Ce l’ha.

Le cose stanno migliorando. Con Massimo, il piccoletto di casa. Intendo, di notte. Stanno migliorando. Un pezzetto alla volta. Migliorano.
E’ sempre stato un bimbo ipermammone, tanto da farmi ricredere sul fatto che non mi sarei mai piegata ai luoghi comuni e alle dicerie riguardanti la distinzione tra figlio maschio e figlia femmina.

E’ tutto vero.

Il figlio maschio è tutto un altro mondo. Così come lo è una figlia femmina, per chi invece ha a che fare soltanto con i maschi.

I luoghi comuni in fatto di autonomia, velocità nell’apprendimento, velocità di crescita, responsabilità… è tutto assolutamente, indissolubilmente ed irreversibilmente vero.
Mi sono piegata alla realtà.

E sono del tutto veri anche i luoghi comuni riguardo il rapporto mamma-figlio maschio. Almeno, io li confermo tutti. E qui mi fermo.

A pochi giorni dal compimento dei 4 anni, però, si comincia ad intravedere la luce. Per lo meno, in fatto di sonno notturno. Forse si ricomincia a dormire.

Le notti con lui erano costellate di risvegli continui, lui aveva bisogno del contatto con me e non soltanto quando era piccolissimo, la cosa è andata avanti per parecchio. Lui dormiva utilizzando la mia guancia come cuscino. Talvolta, quando non riesce a prendere sonno, me lo chiede ancora, ma stavolta lo fa rimanendo nel suo letto, è solo una piccola coccola che chiede per pochi istanti, poi comincia a stare scomodo anche lui e ritorna in una posizione cristiana!

massimo notte

Andiamo con ordine, vi racconto le varie fasi.
Eravamo rimasti che Massimo dormiva nel lettone con me e Marco. Eravamo ancora nella vecchia casa, lui aveva il lettino con le sbarre, sempre nella nostra camera da letto, ma lo usava pochissimo! Si svegliava mille volte a notte e per almeno 900 volte, chiedeva ancora il latte. Questo è andato avanti per un bel po’, almeno fino al compimento dei due anni. E un pizzico oltre.
Poi abbiamo traslocato ed abbiamo previsto un bel letto “da grande” tutto per lui nella stanza con le sorelle.

cameretta

La sua euforia per avere un letto da grande era soltanto diurna. La sera era sempre una contrattazione andare a letto. Si leggevano 42 favole a sera, si trovavano escamotage vari. Lui si addormentava nel suo letto, con me affianco, poi io mi alzavo e me ne andavo. E rimaneva lì per pochissime ore. Il tempo giusto di accorgersi che io mi stavo per mettere a letto, dopo aver compiuto qualche faccenda e aver visto un filmetto in tv, lui puntualmente si alzava dal suo letto e veniva vicino a me. Era come se io avessi addosso un sensore: quando mi infilavo sotto le coperte, vedevo spuntare lui nella penombra.
Quindi mi scansavo per fargli spazio e lui rimaneva lì.

Ogni tanto Marco si prendeva la briga di riportarlo a letto suo addormentato. E poteva anche capitare che lui si risvegliasse e ritornasse affianco a me. A volte questo processo di via vai si reiterava anche 3 o 4 volte a notte.
Il nostro sonno andava ad intermittenza come le lucine di Natale impazzite.
A tutto questo, poi, se c’erano dei fuori programma come malanni e bimbe che avevano bisogno di qualcosa nella notte, potete facilmente immaginare che la notte era qualcosa da cui stare lontani.

Comunque. Siamo sopravvissuti. Tutti.

Si ricomincia a dormire?

Poi questi risvegli sono diventati sempre più radi. La fase di riaddormentamento durava sempre di meno.
La sua voglia di essere trattato da bambino grande si è maggiormente affermata.
Dopo il colloquio con la logopedista, che ha insistito anche nel convincerlo a stare nel suo letto, mi sono impegnata anche io a riportarcelo.
Insomma, il tempo sicuramente ha la maggiore delle influenze in tutto questo, ora Massimo quasi sempre dorme nel suo letto e si sveglia solo quando deve andare in bagno o non si sente bene.

Chi ha paura del buio?! Io no!

Nel frattempo abbiamo cercato di capire cosa era che lo disturbasse nel sonno.
Del resto, non poteva dire di stare da solo nella stanza, dal momento che dorme con le sorelle, di cui una, praticamente attaccata.
All’inizio ci diceva che aveva paura del buio.
Così abbiamo comprato la lucina per la notte.
E ci siamo affidati anche a favolette che potessero fargli comprendere che non c’è niente di cui aver paura quando è buio (A letto piccolo mostro, Topo Tip non fa la nanna, …).
Queste letture erano (e sono) le sue preferite, forse perchè si immedesima, forse perchè sono per lui di maggiore interesse. Ma non sortivano l’effetto desiderato (da me!). Eravamo sempre punto e accapo, sebbene lui, prima di andare a letto canticchiava ammò di filastrocca: “Chi ha paura del buio? Io no!”, facendosi domanda e risposta da solo.

Ed ecco che ora dorme una intera notte nel letto suo. Come le sorelle. E forse, si ricomincia a dormire.
Qui lo dico e qui lo nego:  ce l’abbiamo fatta. Ma, shhhhhhh… non diciamolo troppo forte!

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2 commenti

  1. Anche io vivo una esperienza simile con la mia terza figlia. Io ho tre femmine, ma forse ciò che ha influito di più nel rallentare il distacco è stata l’idea che quasi certamente sarà l’ultima. Ora ha tre anni, e da qualche mese dorme in camera con la sorella mezzana. Però se io sono a casa si addormenta comunque col mio latte. Se non ci sono, ne fa tranquillamente a meno e si addormenta col papà! Io diciamo che ho sempre dato la precedenza al riuscire a dormire, quindi dalla seconda figlia in poi la filosofia è stata : mettetevi dove volete purché io possa dormire! In ogni caso confermo…gradualmente torna il tempo in cui si torna a dormire…almeno per qualche anno, finché non cominceremo ad aspettarli al ritorno dalla discoteca!
    Ps : ma a te non succede che le grandi si ingelosiscono e vogliono averti vicino? A me a volte capita ed allora…non so più a chi devo dare retta!

    1. Succedeva di più prima, ora è rarissimo

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