Il viaggio di Arlo ed ho pianto come una fontana


Qualche settimana fa siamo andate al cinema a festeggiare il compleanno di un’amichetta.
Il film scelto è stato il Viaggio di Arlo, l‘ultimissimo film uscito da casa Pixar.

il viaggio di arlo

Il viaggio di Arlo – La storia

Di base la storia è molto semplice: come sarebbe la Terra se i dinosauri non si fossero estinti ed avessero conosciuto l’uomo?
In realtà avrebbero avuto una conoscenza del mondo superiore a quella umana, data l’esperienza che avevano solo per essere vissuti svariati anni in più e sarebbero stati talmente evoluti che l’uomo, in realtà, sarebbe stato solo un selvaggio al loro confronto, tanto da essere trattato come una bestiolina quasi domestica.

E’ quello che succede ad Arlo, un piccolo dinosauro, il terzo figlio di una famiglia di dinosauri agricoltori, dediti a lavorare la terra e con obiettivi precisi e concreti nella vita. Lui è più debole, più sognatore, che guarda con ammirazione la forza del fratello maggiore e con devozione la saggezza e la potenza del papà.
Il suo è un viaggio alla scoperta di se stesso, di cosa vuole essere poi da grande, un viaggio per superare i suoi limiti e le sue paure, per capire quali sono i suoi punti di forza, perchè è molto diverso da suo padre, ma al tempo stesso gli somiglia parecchio.
E per questo non è affatto semplice.

Poi a tutto questo si aggiunge l’amicizia con una bestiolina umana, simpaticissima, che non ha paura di nulla, che è agile e scaltra come nessun altro essere vivente!
Ad un certo punto si ritrovano entrambi, in un momento di solitudine e abbandono, persi. Dovranno affrontare sfide dure. Momenti tristi.

Ci sono scene che mozzano il fiato tanto sono belle, dei panorami indescrivibili, dalle forme, colori e luci che ci si tuffa in una natura incontaminata che forse non sarà mai esistita veramente così spettacolare… o forse sì!
E poi ci sono i momenti di grande commozione, di tenerezza e malinconia.
Grande punto focale del film è “la famiglia”. Arlo fa di tutto per ritornare dai suoi. E lo stesso dicasi per il piccoletto suo amico.
Ci riusciranno, ma non sarà facile nemmeno dirsi addio.

E di addii ce n’è più d’uno nel film. Strazianti.
La mia reazione di piangere come una fontana è stata favorita solo dal fatto che ero seduta alla fila dietro a quella dove sedevano le bambine insieme alle loro amiche. E affianco a me, c’era un’altra mamma che se la piangeva in egual misura! Insomma… ero in buona compagnia e ci passavamo i fazzoletti!

Un film per grandi e piccini, con scene anche spettacolari e di impatto, quindi tenete stretta la mano del vostro piccoletto se decidete di andare al cinema a vedere Il viaggio di Arlo e soprattutto, nell’altra mano, tenete una bella scorta di fazzoletti, che ne avrete bisogno… non tanto per vostro figlio, ma proprio per voi… e preparatevi ad una valanga di domande!!!!

Buona visione!

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