Le migliori serie tv di Shonda Rhimes

In tempo di pandemia si sta chiusi in casa e cosa si fa? Si fa scorpacciata di serie tv e di certo, ci metterei la mano sul fuoco, anche a te è capitato di vedere almeno una puntata di almeno una delle serie di Shonda Rhimes. Dici di no?
Impossibile!

Chi è Shonda Rhimes

Shonda Rhimes è la regina delle maggiori serie di successo, lei è la mente e il cuore di storie che ormai hanno catturato tutti e che sono diventate già cult.
Shonda è prima sceneggiatrice e poi è diventata produttrice, fino a fondare appunto Shondaland, la casa che produce le serie scritte da lei ed il suo team fidato. E’ in pratica il posto dei balocchi per chi è appassionato delle storie intrecciate, degli intrighi e delle manipolazioni, dei dialoghi galoppanti e delle congetture dalle quali è difficile uscirne fuori e più ti agiti, più ci sei dentro, come accade nelle sabbie mobili.

Ecco chi è Shonda Rhimes

Grey’s Anatomy

Ha iniziato scrivendo medical drama, tipo Grey’s Anatomy e qualcun’altra, ma quella che l’ha fatta salire tra gli dei dell’Olimpo delle 100 persone più influenti del mondo per il Times è stata proprio la Dottoressa Grey.
Dal 2005 questa serie tv ha appassionato intere generazioni, tanto che è ancora trasmessa, siamo arrivati ben alla diciassettesima stagione.
Tra amori, incontri, catastrofi (aerei che precipitano, epidemie, incendi, attacchi terroristici…), errori, passioni, amicizie, drammi, le vicende dei medici del Grey’s Hospital sono ormai nell’immaginario di tutti.

Scandal

Dopo un primo filone di serie tv tutte in ambito medico, ecco che avviene la grande virata verso il political drama, con punte di giallo con Scandal.
Sì, ho amato alla follia Olivia Pope e gli scandali della Casa Bianca. La sua relazione segreta con il Presidente degli Stati Uniti d’America, i colpi bassi, lo spionaggio, l’eterna partita a scacchi con il padre, che la tiene sempre sotto scacco matto. Insomma, una serie tv che non lascia indifferenti. Assolutamente no.
Sette stagioni da bere tutte in un fiato. E non sarà difficile. Niente affatto.

The catch

Un’altra serie tv di Shonda Rhimes è The Catch. Non ha avuto il successo che, a mio avviso, meritava di avere e ne esistono soltanto due stagioni. E’ la storia di Alice, una detective privata che sa il fatto suo, ma che viene buggerata proprio dal suo futuro sposo, che la deruba e la lascia in una serie di casini che la metà basta.

Le regole del delitto perfetto

Sempre su questo stile riconoscibilissimo è sua la serie “Le regole del delitto perfetto” che mi sta tenendo compagnia in queste serate invernali.
Annalise Keating è un’avvocato spregiudicata, in gamba e terribilmente caparbia: lei non perde mai una causa, a qualsiasi costo. Ingaggia qualsiasi mezzo per poter arrivare al suo obiettivo e questo la intrappola in una serie di compromessi, inganni, bugie, non detti dal quale è impossibile uscirne puliti. E’ circondata dal suo fedele (ma non troppo) staff, fatto di studenti universitari ai quali lei tiene lezione e le sue lezioni sono pratiche. Li butta immediatamente nella fossa dei leoni del tribunale, davanti ad una giuria e per non soccombere loro devono diventare come lei. Esattamente come lei. Il prezzo da pagare è spesso alto, troppo, per alcuni.
Le vicende sono delicate e molto intrecciate: spesso si perde il confine tra verità e bugia, tra costruzione dei fatti e quanto sia accaduto veramente. Non è facile stare dietro alle puntate di questa serie tv (sei stagioni fittissime). Ed è proprio questo il motivo per cui ormai ne sono totalmente dipendente.

Bridgerton

Ed infine ecco l’ultima creatura partorita da Shonda: Bridgerton. Uscita da poche settimane su Netflix e già in vetta a qualsiasi classifica delle serie tv più viste. Ancora non ho cominciato, perchè voglio gustarmela con calma, quindi non ditemi nulla.
Oltre ad essere una serie ambientata in un’antica e fastosa Londra, in cui un’aristocratica famiglia cerca di sistemare le giovani fanciulle a suon di bei e facoltosi mariti, non so altro. E non ditemi altro.

Ciò che fa una serie tv una creatura di Shonda

Ci sono delle caratteristiche ricorrenti in tutte le serie tv di Shonda Rhimes che rendono riconoscibilissima la sua firma.
Prima fra tutte: la cura nei dialoghi. Serrati, ricchi, efficaci, elaborati. Tutti. Senza esclusione.
Altra caratteristica sono alcune tematiche sempre presenti: attenzione all’amore omosessuale, adozione, razzismo, emancipazione femminile, democrazia. Giusto per citarne qualcuno.
Estremo riguardo nella fotografia e nella scenografia. Dettagli, dettagli e dettagli. Tutto è studiato, pensato e strategicamente posto al punto giusto nel momento giusto.
Grande caratterizzazione di ciascun personaggio, anche quelli secondari: un personaggio non rimane mai identico a se stesso lungo tutto il corso della storia, evolve (o involve), matura, cambia, prende strade impensate e impensabili. Come dicevo prima: nulla è lasciato al caso.
La figura centrale della serie è sempre una donna: una donna forte, competente, combattiva, volitiva, con una vita amorosa complessa e tormentata, spesso anche con un passato non facile, non necessariamente belloccia, ma tremendamente sexy, soprattutto perchè intriga con i suoi modi di fare e con la sua parlantina.

E ora vado, c’è un’altra puntata con Annalise Keating che mi sta aspettando.

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