Riapre il Luneur e all’improvviso mi sento più vecchia

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I miei figli sono la cartina tornasole della mia condizione, anzi, no, diciamola tutta: della mia decadenza.

Ed è vero che sono la bocca della verità: ci si può edulcorare la realtà quanto si vuole, si possono spalmare strati di fondotinta e indossare guaine contenitive che ti costringono a vivere in apnea, ma non scappi ai raggi X dei piccoletti, soprattutto se per loro se TU il centro del loro mondo.
Scoprono quella rughetta in mezzo alla fronte che ti viene quando sei preoccupata e anche se sorridi loro ti chiedono: “Che è successo mamma? Tutto bene?“.
Sentono la fatica nei miei gesti (ma questo non vuol dire che abbiano pietà di me, anzi, se possono, incalzano e pressano ancora di più).
Avvertono se vado di fretta, rallentando ulteriormente il loro passo, sti diavoletti!
E così scoprono e mettono in luce a ciò che non vuoi vedere, ciò che duramente nascondi anche ai tuoi stessi occhi.

Mamma, che bella questa maglia, è nuova?
No, Meli. Ce l’avevo da prima che nasceste voi, l’ho ripresa solo ora.
silenzio…
Mamma, e ti va ancora?!

Inutile dire che la mia mascella è caduta quasi in terra, insieme al latte alle ginocchia e le chiappe ai polpacci. Tutto insieme. Eh niente, non si può fare nulla contro la forza di gravità.

Come non si può fare nulla quando non riesci a leggere più tanto distintamente da lontano e chiedi alla tua figlia maggiore: “Miri, a mamma, puoi leggermi cosa c’è scritto su quel cartello?
Mamma, guarda che li ho finiti i compiti, eh!
Tante grazie, eh!

Riapre il Luneur!

E poi, alla fine, si va con tante aspettative e carichi di mille ricordi al vecchio Lunapark di quando ero ragazzina. Il Luneur ha riaperto proprio lo scorso fine settimana. A Roma rappresenta molto.

luneur1 Per generazioni intere il Luneur ha significato: seghe a scuola, pomeriggi di divertimento, rincorse del ragazzetto che ci piaceva, sfide di coraggio e molto altro.
Significava libertà. In una parola.
Varcando quel cancello si riprovano esattamente le stesse sensazioni, arricchite stavolta dalle espressioni di meraviglia dei miei figli.

Si nota immediatamente tutto il rinnovamento di questo luogo: i colori accesi, le giostre completamente nuove, le aiuole curate, i cespugli tagliati, i punti ristoro che sembrano appena usciti da una favola (altro che il venditore di bombe dell’angolo dove una bomba ti metteva ko per mezza giornata!).

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Novità del Luneur

Sono tante le novità: il parco divertimenti, tanto per iniziare, è diventato esclusivo per i bambini da 0 a 12 anni, tutte le attrazioni sono pensate per loro, quindi niente più montagne russe, case degli spettri e cose pericolose, ma tutto a loro portata.

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E poi, altra bella novità sono i laboratori: tanti ragazzi preparati e divertenti coinvolgono tutti i bambini in attività ludico-didattiche molto interessanti.
Ci sono anche attività per le mamme, che se vogliono possono seguire corsi, incontri e molto altro, grazie al #ClubDellePrimeMamme
E poi, a fare da cornice, sono state lasciate le vecchie attrazioni, quelle che hanno fatto la storia di quel posto: ve lo ricordate il gufo con gli occhi spiritati in cima alla casa degli orrori?
E il vecchio Rotor? Oppure la vecchia casa degli spiriti dove c’erano le comparse in carne e ossa che ti seguivano e facevano gli agguati?
Ecco, queste attrazioni ci sono tutte. Ma sono chiuse. Sono come una sorta di monumento ai tempi che furono.

E poi, arriva la mazzata…

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Mamma, guarda là!
Sì, Miri, hai visto? Quella è la casa degli orrori. Quando eravamo piccoli noi andavamo lì per spaventarci e divertirci. Non festeggiavamo Halloween, ma i mostri divertivano anche noi!

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Che fico! Ci andiamo?
Ehm, no Miri… adesso questi sono diventati come una specie di monumenti… proprio per ricordare a noi grandi cosa hanno rappresentato per noi, capisci?
Sì, mamma. Come il Colosseo?
Ecco.

Passatemi una buona crema antirughe. Ne ho urgente bisogno.
Oppure il numero di un chirurgo plastico. Uno bravo.

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