Dieci piccoli infami

Non si diventa “Selvaggia Lucarelli” a caso.


Il processo per diventare ciò che si è, inizia da subito, da quando si è bambini ed è lungo. E’ costellato da una serie di incontri “sbagliati” e sono proprio questi la causa di tutto quanto, secondo Selvaggia.
E’ così? Forse sì.
Questo è alla base delle 10 mini-storie scritte dall’opinionista più cinica e realistica che esiste in tv e sulla carta stampata (a mio avviso!), raccolte nel libro “Dieci piccoli infami”.

Adoro il modo di scrivere della Lucarelli, adoro la scelta che fa dei termini, tutto è ponderato e calibrato, nulla è lasciato al caso. Le metafore che usa sono sempre più che calzanti. Averla come nemica significa che devi avere una grossa autostima, perchè altrimenti ti distrugge dall’interno. Questo è poco ma sicuro.

Ecco, in questo romanzo Dieci piccoli infami, Selvaggia parla di dieci persone che hanno inesorabilmente e irreversibilmente cambiato la sua vita e il suo modo d’essere, persone che l’hanno fatta soffrire, rimanere male, delusa e anche altro. E non c’è alcun perdono per loro.
Nossignore.
Lei racconta con spietata schiettezza quanto è accaduto, condendolo di ironia e sarcasmo come piace a me.

Le storie scorrono via troppo velocemente e, a mio avviso, sembrano non essere sviscerate per bene fino alla fine. Sarà che sono una curiosa patologica, sarà che mi piace sapere nei minimi dettagli il famoso: “E poi?…”, ma non è che mi abbiano saziato a sufficienza. Sono rimasta un filo appesa al termine della lettura.
Ma tant’è.

In ogni caso, ci si ritroveranno dentro tanti dei personaggi che hanno costellato il passato di tutti noi: la suora a scuola che ti mortifica davanti a tutti, c’è l’ex con le sue manie patologiche che ti fa sentire inadeguata, c’è l’amica del cuore che ti tradisce e ti fa da subito capire come gira il mondo… e così via.

Una lettura piacevole e divertente.

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