Il barattolo del tempo

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Uno di quelli che si possono considerare i miei punti di forza è la capacità di stilare l’elenco delle mie priorità in maniera puntuale, precisa e abbastanza rigorosa e, oserei dire, efficace.
Ho scoperto che questa non è una “dote” comune, o meglio, quella che può essere una priorità per me, potrebbe non esserlo per qualcun altro e vabbè, in genere si da un peso diverso alle cose in base a tanti fattori, tantissimi.
Ma è ESSENZIALE riuscire a darsi delle priorità, soprattutto quando gli impegni, i pensieri, le incombenze, le scadenze ed i compiti da svolgere sono troppi da poter essere smaltiti tutti nel momento stesso in cui ci si propongono davanti.
Leggendo qua e là ho trovato un link interessante, un link che paragona la capacità di discernere e stabilire le diverse priorità come delle pietre di diversa fattezza ed il tempo a disposizione è un contenitore, appunto, un barattolo.

Il barattolo del tempo: di che si tratta?

La blogger in questione si riferisce ad una storia di un professore che portò un giorno un sacchetto di pietre di diverse dimensioni con un barattolo vuoto in classe. Riempì davanti agli studenti il barattolo con le pietre più grandi e poi chiese: “E’ pieno?” e loro acconsentirono.
A quel punto, prese delle altre pietruzze più piccole e le infilò ancora nello stesso barattolo. Rifece la stessa domanda, e gli studenti gli diedero la stessa risposta: era pieno.
Il professore continuò: prese della sabbia e cominciò a infilarla nel barattolo e questa si andò ad infilarsi tra le fessure lasciate vuote tra una pietra e l’altra. Rifece la domanda: “Ora pensate che sia pieno?”. Riottenne la stessa risposta: era pieno.
Infine prese dell’acqua e la versò dentro il barattolo, l’acqua bagnò le pietre, inzuppò la sabbia ed entrò perfettamente. Così disse: “Ecco, ORA possiamo dire che il barattolo è veramente pieno!”.
Poi invitò gli studenti a fare un’osservazione: se avessero cambiato l’ordine degli oggetti infilati nel barattolo, avrebbero ottenuto lo stesso risultato? Ovvero, se si comincia con la sabbia o con l’acqua per poi finire con le pietre grosse, si arriva a riuscire ad infilare tutto quanto ugualmente?
Ovviamente no.

Prima vanno messe le pietre più grandi e pesanti

Ecco, questa è un’ottima lezione per capire che è essenziale riuscire a discernere le priorità con urgenza massima (le pietre più grosse), poi quelle meno importanti, e così via via fino ad arrivare alle inezie e alle faccende più semplici. Una volta “smarcate” le precedenti si passa alle successive.
In questo modo si avrà tempo per tutto o per lo meno, ciò che è più impellente, non dovrà aspettare e rischiare di non essere sottoposto a nostra risoluzione.

Questa metafora mi è piaciuta molto.
Prima le pietre più grosse… e poi la sabbiolina.
Per qualche “tip” in più, leggere il post originale.

2 commenti

  1. Direi che è un ottimo suggerimento e una teoria assolutamente da condividere!
    Buona giornata 🙂

    1. 🙂 grazie mille! Buona giornata anche a te!

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