Last Updated on 28 Novembre 2018 by Micaela

Stavolta non svelo nessun trucchetto di matematica, voglio semplicemente dire quello che penso sui compiti per le vacanze che vengono “elargiti” agli studenti durante il periodo delle vacanze, visto che già siamo dentro a quelle pasquali.

Compiti di matematica per le vacanze

Ultimamente sento spesso mamme che si lamentano della mole infinita di compiti che vengono assegnati ai ragazzi per il periodo delle vacanze, compiti che puntualmente non si riusciranno  mai a svolgere tutti con la dovuta attenzione e profondità.

Ecco, io sono decisamente contraria a questa mole di compiti, anche perchè, come ho appena finito di dire, non verranno mai svolti e rimarranno lì a prendere polvere o ad aumentare l’ansia degli studenti più apprensivi.
Le vacanze, per definizione, devono essere VACANZE: è un momento in cui i ragazzi e i bambini devono pensare a fare altro: giocare, correre, viversi la famiglia, la casa, gli amici, i passatempi, lo sport… e se si devono passare intere mattine a fare compiti ripetitivi, e a stressarsi… bèh, allora le vacanze sono un vero fallimento.
Questi giorni servono a ricaricare le pile, servono per prendere ossigeno e assorbire affetto, non certo per passarli curvi sui libri.

Con questo non voglio dire che NON bisogna fare assolutamente i compiti, al contrario: sto dicendo che VANNO fatti, ma nella GIUSTA misura.
Ecco, quale sia la giusta misura è presto detto: i compiti servono per mantenere l’esercizio (parlo soprattutto della matematica), per perfezionare quanto è stato già appreso durante il periodo delle lezioni, servono a far “decantare” concetti che hanno bisogno di esser digeriti, non per impararne dei nuovi e neanche per fare e rifare sempre le stesse cose.
I compiti NON servono a riempire le lacune della programmazione scolastica, non servono a sostituire delle lezioni, così facendo si fa un buco nell’acqua e si  è proprio sbagliato approccio.
E questo, in genere, è un pensiero che rivolgo agli insegnanti che anzichè considerare uno o al massimo due esercizi di matematica (problemi/espressioni/equazioni/etc…) per giorno di vacanza – eccezion fatta per i giorni festivi tipo Pasqua e Pasquetta che dovrebbero essere completamente esenti da compiti – ricoprono quelle pagine dei diari scolastici con un’infinità infinita di problemi e di esercizi.
E chi se ne importa se poi non vengono affatto svolti dagli studenti stessi, no?! Che tanto poi si sa che sono i genitori che si mettono lì di buona lena ad aiutare i poveri studenti oberati e stressati, quindi mi domando: a che servono fatti così?
Tanto vale assegnarne la metà, ma almeno così si è certi che un minimo di esercizio viene svolto dai diretti interessati.
E non importa se poi al rientro a scuola si devono riprendere le fila del discorso, tanto lo si dovrebbe fare comunque, no!?
Ecco… questo è il mio pensiero per gli insegnanti.

Noi genitori cosa possiamo fare?
Non ci mettiamo a STRESSARE anche noi!
Regoliamo la giornata della vacanza con una routine molto soft, non troppo rigida…
Facciamo in modo che i bambini dedichino un paio di ore al giorno (magari nelle prime ore della mattina dopo il risveglio) ai compiti e lasciamoli liberi di fare altro per il resto della giornata.
Prendiamoci cura di verificare che in quel paio di ore si studi veramente e che non si stia perdendo tempo.
E fin dove arrivano a svolgere da soli, bene, il resto, se l’insegnante non lo capisce, aiutiamoli noi stessi: se si tratta di operazioni ripetitive, di espressioni che vertono sempre sullo stesso argomento, se ci sono argomenti ricorrenti, cerchiamo di capire se il bambino è comunque proprietario della materia, dell’argomento, e una volta appurato questo… beh… aiutiamolo in tutto e per tutto, che tanto se un’addizione tra frazioni o se un’espressione algebrica la si sa svolgere già bene, è inutile fare 3 esercizi o farne 300, così ci si esaspera e basta, non c’è alcun valore aggiunto!

Poi, vabbè, ci sono ragazzi e studenti come me, che i compiti di matematica sono i primi che svolgono, proprio perchè considerati un divertimento… ma questi sono dei casi eccezionali!
Per il resto: BUONE VACANZE A TUTTI!

5 pensiero su “I compiti di matematica per le vacanze”
  1. idem mio figlio di 6 anni, ha già svolto tutti i compiti di matematica, a lui piacciono. (siamo solo in prima e ne aveva parecchi).

  2. Bene, mia figlia in seconda ha già deciso che odia la matematica…siamo messi bene…
    Comunque per fortuna le sue maestre sono come hai descritto tu, pochi compiti, giusto un ripasso! Di questo non ci lamentiamo!
    Il problema che essendo stata malaticcia la signorina non ha ancora iniziato a fare niente! da domani vai coi compiti!

  3. noi siamo andati bene, sia a Natale che ora per Pasqua non hanno dato moltissimi compiti, il giusto per non perdere il filo…e per la matematica, mio figlio che non ci è mai andato d’accordo, li ha già finiti tutti ieri! 😉 grido al miracolo, ma in effetti non erano tantissimi!

  4. Mentre leggo questo post, ho come sottofondo le lamentele di mia figlia che non vuole saperne di iniziare i compiti!!! Ogni volta che inizia una vacanza mi chiedo sempre se ne uscirò viva:))) Ed è altrettanto vero che il tutto dipende anche dal carattere del bambino/ragazzino. Mentre mia figlia urla la sua “non voglia” di studiare, infatti mio figlio si chiude in camera e non esce finchè non finisce tutto, senza fiatare!!! Direi che sono fortunata al 50%:)))

  5. Mia mamma non voleva che facessi i compiti delle vacanze e glielo disse ai maestri, le vacanze dovevano essere vacanze x tutti, non mi comprava nemmeno i libri delle vacanze assegnati dalle insegnanti. Peccato che a me i compiti è sempre piaciuto farli e chiedevo i libri ai miei cugini e facevo i loro compiti…

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