Quest’anno: centro estivo no!

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Sul come gestire la famiglia durante il periodo delle vacanze estive, si potrebbe scrivere un trattato chilometrico: tutti cerchiamo di trovare una soluzione che riesca a far quadrare il cerchio. Bambini-scuole chiuse-lavoro-vacanze.
E’ un cerchio complicatissimo e intricato, fatto di permessi, corse, telefonate, caldo, … senza considerare i vari imprevisti che spuntano matematicamente fuori.

E quest’anno, la nostra soluzione è stata: niente centro estivo!

Sì. E’ così.

Gli aspetti su cui abbiamo valutato la situazione e che ci hanno portato a questa affermazione sono molteplici.

Il primo fra tutti: abbiamo ritenuto che la spesa che si sarebbe dovuta sostenere con 3 figli al centro estivo a luglio, sarebbe stata davvero onerosa. Questa è stata la molla che ci ha dato il via a trovare strade alternative che finora non avevamo percorso.

I nonni, sì, sono presenti nel momento di bisogno, ma hanno la loro vita, i loro impegni ed hanno il diritto a fare pure come je pare, no? (sarò una nonna pessima, lo so!) Scaricare tutto addosso a loro non è il caso.
Pagare una tata a tempo pieno per tutto il mese, andrebbe in collisione con l’aspetto economico che volevamo comunque contenere.
E allora?

E allora abbiamo deciso di utilizzare il famoso congedo parentale che non abbiamo mai utilizzato prima (ce l’abbiamo e lo usiamo) e mischiarlo ai famosi salti mortali nostri.

I vantaggi del “centro estivo no!”

Fissato questo punto, ci siamo poi messi a pensare sui vantaggi della situazione.

centro estivo no

I bimbi si riposano veramente.
I centri estivi sono fighissimi, sembra di vivere in un villaggio vacanze in alcuni di questi, l’offerta è talmente ricca e variegata che c’è un grande imbarazzo della scelta, ce ne sono per tutte le tasche e alcuni sono davvero ben pensati, ben organizzati, ma l’idea che mi son fatta di questi centri è che c’è “il fare sempre e ad ogni costo qualcosa”, non c’è noia, non c’è riposo, non c’è “inventiamoci qualcosa per passare il tempo”.
Non solo. Alcuni sono davvero dei tour de force estenuanti, che caricano i bambini di super attività fisiche anche alle 2 del pomeriggio, quando il sole brucia le corna anche ad un toro.
Abbiamo detto no a tutto questo.
Abbiamo detto sì alla noia, al riposino pomeridiano se ne hanno voglia, alla pedalata in bicicletta al tramonto, all’alzarsi dal letto all’ora che si ha voglia la mattina, alla tv nel primo pomeriggio, alle chiacchierate con i nonni, alle letture sul divano, alla merenda al parco, alla spesa alla bottega sotto casa, al giocare “alle amiche” tra sorelle ….
In pratica è quanto facevo io quando ero in vacanza. Ricordo di interi giorni trascorsi a giocare con mia sorella in cameretta tirando fuori tutte le barbie e inventando storie infinite, pensando a scenari, vestiti e intrecci vari. Ricordo i cartoni animati del pomeriggio, i compiti fatti molto diluiti nel tempo, i ghiaccioli all’arancia, il punto croce imparato da nonna, e il freddo cercato stando seduta per terra, ricordo anche quella sensazione di noia mista a caldo, di quando non sapevo cosa fare e puntualmente erano i momenti in cui ci si inventava un gioco nuovo e ancora più divertente.
Ricordo le chiacchierate con mamma, nonna che spellava pomodori per la conserva, ricordo la serranda mezza abbassata per non far passare il sole, ricordo il sapore del gelato dopo il riposino del pomeriggio e il senso di libertà di fare tardi la sera a far anche nulla…
Ecco, mi va di regalare una estate così ai miei figli.

I centri estivi, possono aspettare… magari l’anno prossimo, si cambierà di nuovo idea. E altro giro, altra corsa!

2 commenti

  1. Che bello!!! Mi hai fatto venire in mente le mie estati da bambina! Io giocavo tantissimo con i bambini vicini di casa, inventavamo un sacco di giochi e a volte era bello stare anche solo seduti sul dondolo in cortile a chiacchierare o a giocare a carte.
    Credo che abbiate preso davvero una saggia decisione… Ora capisco il tuo status di oggi sul congedo parentale…
    Baci
    Vivy

  2. Condivido la vostra scelta! Anche noi da due anni abbiamo detto no ai centri estivi. Per noi la molla è stato il papà disoccupato e quindi la necessità di limitare al massimo le spese. Queste due settimane, mentre la piccola va ancora alla materna, le grandi vanno al GREST. Poi….casa casa casa! Peccato che a godere del tempo con loro è più mio marito che io (qualcuno deve pur portare i soldi a casa), ma io mi rifarò ad agosto…

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