Il ponte sospeso sul Tevere

Da un’idea di Michelangelo, ecco spuntare a Roma un’installazione temporanea che rappresenta il ponte sospeso sul Tevere dell’artista francese Olivier Grossetête.

La nuova frontiera delle opere d’arte: la temporaneità

Il ponte fatto interamente da cartone e tenuto sospeso sul Tevere da tre palloni aerostatici legati alle due sponde del fiume, sarà visibile fino al 18 luglio 2021.
Effimero, leggero, instabile, questo ponte non solo è la realizzazione di un’antica opera che voleva collegare il palazzo Farnese con l’attuale villa Farnesina che fu commissionata a Michelangelo e che non fu mai realizzata, ma è anche l’immagine del cambiamento dei tempi.

L’arte è l’esperienza vissuta che crea il ricordo

Diventa arte anche del cartone tenuto insieme da scotch da pacchi. Diventa arte una suggestione illuminata di notte, accompagnata da soavi note musicali che rendono l’esperienza completamente immersiva e suggestiva. Il bello non è soggettivo qui. L’oggettività è data dall’emozione che suscita, complice lo scorcio in cui è immersa, che diventa parte integrante dell’opera. Avere il Cupolone come sfondo e pregiarsi del Ponentino, non è per tutte le opere d’arte a ciel aperto.
Questa è la nuova arte. E’ l’arte che crea ricordi, che trasforma la parte antica della città in una enorme cameretta dei giochi con un balocco sospeso nel cielo, una giostra inaccessibile. Una visione davanti alla quale si sgrana gli occhi come dei bambini al parco divertimenti, che ci fa perdere lo sguardo e ci costringe a sollevarlo.
E’ lo sfondo perfetto per selfie di innamorati, di famiglie con bambini vocianti, di comitive di amici del muretto.

Da Ponte Sisto il ponte sospeso di carta si vede benissimo

Al tramonto, da ponte Sisto si assiste ad un gioco di riflessi sull’acqua del Tevere che fa impazzare le macchine fotografiche di tutti, pronti ad immortalare l’attimo e frettolosi di postarlo su tutti i social per poter dire: “Io l’ho visto. Io c’ero!”. E’ questa la nuova frontiera dell’arte e dell’esistere, in generale.

Una esperienza particolare, suggestiva e un genere d’arte a cui forse ci abitueremo presto, come ci siamo abituati a capitelli di epoca romana, volte millenarie e sanpietrini sdruccioli.

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