La prima cicatrice sul cuore

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Facciamo di tutto per cercare di alleviare piccoli-grandi dispiaceri dei nostri figli, cerchiamo di tenerli lontani il più a lungo possibile da eventuali sofferenze, cerchiamo da fargli da cuscino per quanto è nelle nostre forze… ma è la loro vita ed hanno tutto il diritto di viverla intensamente, senza filtri, senza dover evitare loro emozioni. Perchè, anche se a volte possono essere dolorose, sono necessarie, fanno parte della vita e costruiscono poi la persona che loro stessi decideranno di diventare.

Noi siamo lì, affianco a loro. Gioiamo delle loro gioie, piangiamo con loro per i loro dispiaceri, li sorreggiamo quando c’è da rimboccarsi le maniche e li accompagniamo per il tempo che ci è concesso di fare. Nient’altro.

cicatrice sul cuore

E proprio ieri sera, ho assistito alla prima volta che il cuore di Melania ha subito una piccola-grande ferita, la vita lo sta già solcando e formando… una piccola ferita che diventerà presto una piccola cicatrice, ma intanto sta lì che brucia e fa male.

Il suo ultimo giorno di materna è stato 15 giorni fa. Lei ha avuto modo di elaborare la cosa durante questo periodo e vedere che ci sono persone che le mancano e, più di tutti, le manca terribilmente la sua amica del cuore Anita.
Anita è la bimba con la quale giocava, bisticciava, ballava, rideva, … la bimba che è la sua copia conforme: spigliata, attenta, curiosa, vivace, allegra… Due anime sorelle, che si sono riconosciute quasi immediatamente.
Anita e Melania, un binomio inscindibile, che ora però, la vita sta allontanando. Loro malgrado.

E se loro sono anime gemelle, anche noi mamme siamo molto simili e ringrazio Dio di aver incontrato una famiglia così bella.
Insomma, ieri sera c’è stato l’incontro. Abbiamo trascorso qualche ora tutti insieme, tra chiacchiere, giochi e al solito… tanta allegria.

Poi è giunto di nuovo il momento dei saluti. Ed è stato, veramente, straziante.
In genere Melania non è la bimba che accampa capricci, che fa lagne e che piange per un nonnulla, quindi quando accade, la cosa è veramente seria.
E nel momento di salutare la sua amica, a Melania sgorgavano irrefrenabili lacrimoni di dolore, come se avesse preso coscienza in quell’istante della mancata quotidianeità di quel bel rapporto, come se avesse veramente capito cosa significa il fatto di aver chiuso un ciclo di scuola per iniziarne un’altro. Da sola. Senza Anita al suo fianco.
Un pianto sommesso, interno, singhiozzi colmi di dolore, da toglierle il fiato. Niente parole, niente urla. Solo lacrime che scendevano giù e occhioni pieni di “E ora come faccio?”.
E quelle lacrime non sono riuscita a fermarle, non sono stata capace, perchè avevo un groppo in gola anche io, perchè capivo cosa stava passando e perchè non avevo parole per consolarla… perchè in quel momento, lei stava vivendo il dolore più grande della sua vita piccina e qualsiasi cosa avessi detto, sarebbe stata fuori posto e non vera.
Non è vero che non le mancherà. Non è vero che si farà subito una nuova amica del cuore. Non è vero che per lei è una sciocchezza. Non lo è.

E’ andata a letto ancora singhiozzando. Si è svegliata dicendo di aver sognato la sua amica e nemmeno una giornata al mare gliel’ha tolta dalla testa, perchè ogni tanto si avvicina a me, mi abbraccia e mi dice: “Mi manca Anita!” e io non so risponderle se non un inutile: “Lo so, amore mio”.

E’ anche così che si cresce.
E se il suo piccolo cuore ha già una piccola ferita, a me mamma le spalle devono allargarsi ancora parecchio, perchè accogliere e gestire il dolore di un figlio, è come essere investiti dallo stesso dolore, amplificato almeno del doppio della potenza.

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