Mamme, siamo tutte un po’ come Rosita di Sing


Il mondo non crollerà se ci dedichiamo a qualcosa che ci piace veramente tanto.
E mi rivolgo a te, cara mammina, che reputi la tua presenza in casa con figli, casa, marito, compiti, spesa, pediatra, indispensabile.
E lo è, sia chiaro: lo è. Lo sei, indispensabile. Ma fino ad un certo punto.

Prendersi qualche minuto di tempo anche solo per chiudersi in bagno e farsi belle e lasciare che sia lui a tenere d’occhio i bimbi, oppure uscire con amiche o da sole, lasciando lui a cavarsela in casa, si può fare.
Tutti sopravvivono per quegli istanti di nostra lontananza.
E addirittura, possiamo anche dire che stanno anche MEGLIO senza di noi: la nostra continua presenza, le nostre regole, le nostre abitudini, non è detto che siano sempre un bene per tutti.
E’ bello mollare la presa ogni tanto e lasciare che ci sia un’alternativa in casa.

Quando stai con me, le regole le detto io. Quando stai con papà/nonni/etc. le regole possono essere altre e si sopravvive sereni. Tutti.

Così capita che addirittura a volte neanche si accorgono della tua assenza, come accade alla maialina Rosita nel film d’animazione Sing, che siamo andate a vedere al cinema io e Melania, proprio ieri pomeriggio.

Siamo tutte un po’ come Rosita

Rosita di Sing, è alle prese con ben 25 figli che le incasinano l’esistenza (e anzi, per essere così tanti, neanche si comportano malissimo!), ed un marito che a stento si accorge della sua presenza tanto meno delle sue esigenze.

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Lei ha un talento: una splendida voce. Ed ha un sogno da realizzare: diventare una cantante ed esibirsi su un palcoscenico.
E’ bloccata dai suoi mille dubbi e dal fatto di non sentirsi più adatta a quel tipo di vita, non si sente disinibita e libera di poter fare quello che realmente vuole, come se l’essere mamma abbia cancellato il suo diritto a realizzarsi e divertirsi.
Riesce a trovare il coraggio di presentarsi alle audizioni e, guarda un po’, viene presa!

Il problema per lei è quello di riuscire a gestire il suo tempo al meglio, cercando di non far mancare nulla alla famiglia. Dilemma questo di tutte noi.
Così si ingegna (trovare una tata, anche per lei, è praticamente impossibile!). Scopre che la sua presenza non è del tutto indispensabile e fa in modo che al risveglio sia tutto bello e organizzato affinché piccoli e marito abbiano quello che tutte le mattine richiedono: vestiti puliti, colazione, chiavi dell’auto, zainetti per la scuola e saluto di rito: inventa una catena di montaggio super eccezionale e nessuno si accorge della sua assenza… fino a quando accade un “fuori programma” e allora, ritrova figli e marito appesi a testa in giù come panni ad asciugare al sole.
Ma non è questo il punto.
Non lo è.

Non si è sempre indispensabili e allora? Deleghiamo!

Il punto è che comunque ce la fanno, anche senza di lei. Il punto è che lei ora si sente realizzata e libera di poter fare qualcosa per se stessa.
E scopre di potercela fare, tra i vari tentennamenti, quando in un supermercato, verso la chiusura, ascoltando i Gipsy Kings, esce fuori la ballerina di flamenco che è in lei, tanto da ottenere i complimenti della sorveglianza!

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Sarà poi con l’aiuto del suo partner artistico, un maiale fin troppo disinibito e libero, a riscoprire il suo lato “nascosto”, quello che era stato trascurato e messo a tacere fino a quel momento.
Così si trasforma in una pantera da palcoscenico, salta, balla, canta e fa piroette come se non avesse mai fatto nient’altro nella vita.
E tutto questo accade sotto gli occhi increduli del marito, che sembra accorgersi solo in quel momento della donna che ha sposato.

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Tutto questo per dire, che sì, potremmo anche essere multitasking, come spesso ci viene richiesto, ma tra i tanti task che ci assegniamo, potremmo scegliere di inserirci qualcosa che faccia bene a noi, soltanto a noi.

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