Sindrome del QT lungo: cosa è, come prevenirla e domani come diagnosticarla in gravidanza!

Ultimo aggiornamento:

Quando sono diventata mamma la prima volta, ma anche le altre 2 volte successive, la mia paura più grande, appena tornata a casa col mio batuffolo profumoso di latte tra le braccia, era il fenomeno della morte in culla (SIDS).

Oltre alle tante altre ansie che si insinuano nella testa di ogni neomamma, questa era il mio terrore più grande.

Quando seguii il corso preparto, le ostetriche ci avevano adeguatamente messe in guardia e ci avevano anche dato una serie di buone pratiche affinchè ciò non accadesse.
Sicuramente quelle sono pratiche eccellenti, una volta che il bimbo è nato e sono sempre valide.
Ma non si può fare nulla prima che il bimbo nasca? Non si può capire se esiste una qualche predisposizione fisica affinchè il cuore si possa fermare durante il sonno?

Sindrome del QT Lungo: cosa è?

E’ stato scientificamente provato che il fenomeno della morte in culla può essere causato dalla sindrome del QT lungo, ovvero da una malattia cardiaca congenita che comporta un ritmo cardiaco anomalo e che potrebbe favorire la SIDS.

L’Università Unicusano sta sovvenzionando la ricerca affinchè si possano trovare dei test da fare durante la gravidanza, in modo da diagnosticare questo tipo di malattia cardiaca (il QT lungo), che, ad oggi, non è ancora in uso: si tratta del magnetocardiogramma capace di monitorare il battito del feto attraverso la pancia della mamma, per scovare aritmie congenite e problemi all’apparato cardiaco del bambino.

Ok, ma nel frattempo, cosa possiamo fare durante la gravidanza?
Usare il cervello ed il buon senso, sono sempre suggerimenti validissimi.
Sfido qualunque mamma, nel periodo della gravidanza, a non aver seguito delle semplici ed essenziali regole di benessere:

  • niente fumo
  • niente alcol
  • niente stress (questo è molto più difficile, soprattutto se non si tratta del primo figlio… ma ci si deve provare, almeno!)

E poi, ancora:

  • alimentazione equilibrata e bilanciata (aiutandosi anche con degli integratori indicati dal proprio medico)
  • minimo di attività fisica
  • mantenimento del peso sotto controllo
  • visite mediche e test diagnostici opportuni

Il non rispetto di queste norme, potrebbe avere conseguenza sul feto, come spiega brillantemente la info grafica di seguito linkata.

Quindi, direi che usare la testa sia, non solo la cosa migliore da fare, ma la cosa assolutamente necessaria, per la salute di entrambi: madre e bimbo.
E informiamoci. Sempre. La diagnosi del QT lungo prenatale potrebbe essere più vicina di quanto pensiamo!

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *