10 giorni senza mamma da vedere con i bambini

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10 giorni senza mamma, una commedia molto divertente vista e rivista con i miei bambini in dvd, comodamente sdraiati sul divanone del salotto.

Il solito clichè di famiglia… ma…

Sì, apparentemente viene raccontato il solito clichè: il papà che non sa cavarsela con i propri figli, che non sa quali siano i loro appuntamenti settimanali, le loro amicizie… e nemmeno dove vadano a scuola, mentre la mamma si immola per la famiglia, rinunciando a tutto e a tutti per questo scopo.
E’ vero. La commedia cavalca ampiamente questo mito abbastanza consolidato.

Ma devo ammettere che il film va oltre a questo e che racconta anche una storia in cui bene o male ci si rispecchia una qualsiasi famiglia, sia che il padre partecipi al 50% alla vita di casa e sia che invece sia un occasionale coinquilino che capita che torni a dormire a casa nel weekend.
Si notano le tante difficoltà di una coppia a mantenere la propria identità con l’arrivo di 3 figli, si riconosce la voglia di evasione e di ricerca di se stessi di due genitori che hanno perso un po’ l’obiettivo, ma che forti del sentimento che li unisce seriamente, ritracciano la rotta da seguire e la ritrovano… alla grande. Un nuovo equilibrio, una nuova storia, un nuovo obiettivo, perchè la vita e soprattutto, la famiglia, è qualcosa che è sempre in divenire, qualcosa che non è

10 giorni senza mamma per bambini?

Il film è condotto in maniera davvero brillante, è vero… qua e là ci sono parolacce, mai gratuite o di cattivo gusto, ma sempre funzionali alla scena. La cosa ha fatto sorridere non poco i miei figli, che si sono rivisti nei momenti in cui i ragazzini del film vengono rimproverati e messi in castigo… oppure quando il papà non ricorda i millemila impegni che hanno nel pomeriggio e il nome degli amichetti e tutto il resto.

Una commedia da vedere con i bambini, sicuramente sopra i 7 anni, per capirne bene l’ironia e i riferimenti alla vita quotidiana. Il mio Massimo si è letteralmente sganasciato dalle risate!

Fabio De Luigi, il papà, recita un ruolo che gli è stato cucito proprio su misura, mi verrebbe da dire. Simpatico, ma serio quando occorre, affettuoso e divertente. Un papà che all’inizio non fa una gran che bella figura.


Quante volte guardiamo l’altro, nella coppia, e crediamo che la sua posizione sia decisamente più comoda della nostra?
Ebbene, mettiamoci letteralmente nei suoi panni per poter capire davvero cosa significa e per poi giudicare.
Facile dire che la mamma casalinga ha tutta la giornata per se stessa, oppure che il papà che deve stare tutto il giorno in ufficio e che magari ricopre un ruolo di responsabilità abbia la vita facile e comoda. Non è sempre così.
Come non è sempre così facile far conciliare il tutto, far incastrare il puzzle. E’ più facile trincerarsi dietro a convinzioni e pregiudizi, senza doversi mettere in gioco, senza dover “ricominciare” e trovare un nuovo equilibrio.
Facile. Il che poi non spezza il circolo vizioso del lamento continuo, delle recriminazioni, delle dita puntate uno contro l’altra. Insomma, spezzando il circolo vizioso forse si trova un nuovo asse di simmetria, un nuovo status quo che potrebbe rimettere le cose a posto. Forse (anzi, quasi sicuramente) non è per sempre, non è definitivo. Ma, al momento, potrebbe andare meglio.
Perchè non provare?
Potrebbero uscire fuori risvolti belli inaspettati, si potrebbe scoprire che famiglia vuol dire che cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia, ma è più bello.

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