Enola Holmes convince ma non troppo

Visto il film Enola Holmes ci si alza dal divano sperando che ci sia un seguito (cosa molto probabile perchè è tratto dal romanzo omonimo, che è il primo della collana The Enola Holmes Mysteries). I motivi di questa sensazione non completa non diversi.

Chi è Enola Holmes?

Ma parliamo intanto della storia di Enola Holmes. Lei è la terza di tre figli, uno dei suoi fratelli è il famoso Sherlock, grande detective e risolvitore di enigmi e misteri.
Ebbene, questa ragazzina di 16 anni dimostra di avere della vera stoffa, sia in fatto di materia grigia nella scatola cranica, sia in fatto di prestanza fisica e prontezza di riflessi.
Cresciuta da sola con una madre del tutto eccentrica per l’epoca, che badava più a fornirle un’educazione scientifica e di grandi contenuti, piuttosto che di buone maniere e frivolezze per cercare marito, Enola diventa una indomita fanciulla, al di fuori di ogni regola, tanto da scappare al suo destino ormai scritto dal fratello maggiore che la tiene in custodia. Lui la vuole costretta dentro un corsetto e con un sorriso ebete stampato in faccia, in attesa di un buon partito da sposare.
No, Enola non ci sta. Inutile dirlo, nel frattempo risolve svariati misteri che la investono, tra cui scoprire che fine abbia fatto la propria madre scomparsa inspiegabilmente.

Film per teenagers con alte potenzialità inespresse

Assolutamente un film piacevole, scorrevole, con contenuti che potrebbero esser sviscerati e contestualizzati meglio (non tutti hanno ben presente la situazione femminile alla fine dell’800 e per quale motivo le donne si battessero tanto per il diritto di voto nella Londra dell’epoca). La questione storica è sul fondo e non si capisce, se non c’è qualcuno che la spiega.
Ad ogni modo, è buono il tentativo di mostrare la storia di una ragazza ribelle che prova a costruirsi un proprio futuro al di sopra delle regole che non condivide, con l’appoggio di una madre altrettanto illuminata.

Quello che non condivido del film Enola Holmes

Non condivido alcune scelte narrative. Personalmente non mi piace quando il personaggio principale si rivolge direttamente allo spettatore nella telecamera parlandogli e spiegandogli cose, introducendo una dimensione fittizia nel racconto. Insomma, quella tipica modalità che nella serie tv Fleabag mi ha nauseato non poco. Ma si tratta di gusti personali, lo capisco.

Inoltre, parlando invece del cast, sebbene io sia perdutamente innamorata di Henry Cavill (che per me è e sarà per sempre Superman, finché morte non ci separi), non lo vedo credibile nei panni di Sherlock. Il mitico Sherlock viene da sempre descritto e raffigurato come un essere esile e non così prestante come quell’armadio a quattro ante del bel Henry.
Molto credibile invece Enola, la nostra Millie Bobby Brown di Stranger Things.

Le similitudini con Wonder Woman

Parlando di supereroi, ho trovato notevoli similitudini tra Enola Holmes e la nuova Wonder Woman: l’antipatia per i corsetti, l’essere impacciata nella buona società, l’addestramento fatto dalla madre a colpi di arco e frecce e mosse marziali, il disobbedire alle regole, il salvare l’uomo che la interessa perchè lui è totalmente incapace di poterlo fare da solo. Una nuova Wonder Woman senza poteri. Ancora non ho capito se mi piace, oppure no. So che alle mie ragazze è piaciuto, forse tutti i volti a loro noti nella storia ha fatto sì che le catturasse per bene.

Il voto al film è decisamente più che sufficiente, a patto di guardarlo con gli occhi di un’adolescente… e a me vengono in automatico quando compare Henry Cavill.

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