Greenland: scelti per la sopravvivenza

Greenland è un film catastrofico: la Terra è in serio pericolo. Una pioggia di meteoriti si sta per abbattere sul nostro pianeta e non c’è scampo.
Comincia la caduta di queste rocce che devastano aree immense, non c’è corsa che possa salvare, c’è solo da sperare di rientrare nella scelta delle persone che possano avere accesso ai rifugi dislocati negli angoli più remoti del pianeta.

La scelta di chi deve sopravvivere

Ovviamente non c’è spazio per tutti e ovviamente non si conoscono i criteri per cui i governi scelgono le persone per entrare tra i fortunati sopravvissuti, anche se si intuisce chiaramente che si voglia operare una cinica selezione della specie.
Infatti John è un ingegnere edile e viene scelto, insieme alla sua famiglia, per entrare in uno dei rifugi. Quando arriverà il momento della ricostruzione dopo la devastazione, serviranno persone specializzate, altamente formate. Quindi lui è tra i prescelti.
Peccato però che suo figlio, un bambino diabetico che necessita di cure mediche costanti, non sia tra le persone che soddisfano i requisiti di accesso ai rifugi: una delle regole di selezione è proprio quella di essere in perfetto stato di salute.
Spietati e obiettivi: la specie che può sopravvivere è costituita solo da individui perfetti, non si ammettono difetti di alcun tipo.

John, dopo una serie di intoppi, lotte, strategie, deve trovare il modo di salvare la propria famiglia, a tutti i costi.

La catastrofe e la reazione degli uomini

Vengono evidenziati gli aspetti più drammatici della situazione, quando è un ente superiore a decidere della sopravvivenza della specie. Le persone rimaste fuori dal programma diventano spietati, sono capaci di rapire, uccidere, saccheggiare. Tanto non ci sarebbe più nulla da perdere, quindi si diventa il peggio che si possa essere.
Tutto è devastazione, aggressione, cattiveria, uno sbranarsi l’uno contro l’altro, come nel peggiore dei film di lupi mannari.

Il film ha un ritmo molto incalzante, promette e concede tanta azione, le scene sono vivide e coinvolgenti. Ci sono dei passaggi poco chiari, ma non importa, l’adrenalina c’è e si fa sentire.

Greenland: Vale la pena vederlo?

A questo punto, sorge una scontata domanda: in tempo di pandemia serve guardare un film come Greenland che parla di una catastrofe mondiale e di estinzione della specie? Forse sì, per dire: potrebbe andare peggio, potrebbero piovere frammenti di meteoriti dallo spazio e distruggerci tutti. Ecco.
Quindi, sì, vale la pena vedere questo film, anche solo per trascorrere un po’ di tempo con adrenalina in circolo e per dimenticare anche se per poco tutto il resto.
La centralità della famiglia è il perno su cui ruota tutta la storia, come bene supremo ed è un po’ l’obiettivo di ciascuno di noi.

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