The Falcon and the Winter Soldier: una storia troppo rapida

Avevamo lasciato in Endgame Steve Rogers invecchiato, che ha scelto di vivere una vita normale, non da super soldato e che consegna il suo mitico scudo a Sam, il suo amico e spalla.

The Falcon and The Winter soldier: dove eravamo rimasti

Ritroviamo ora, dopo il blip e la sconfitta di Thanos, Sam e Bucky che provano a risolvere una rivolta da parte di un gruppo di ribelli che, in nome di alti ideali di uguaglianza e giustizia, agiscono come terroristi.
In questo contesto, ricompare Zemo (grandioso personaggio!), compare un nuovo Captain America, niente affatto degno di usare quello scudo, compare una misteriosa contessa che avrà successivamente un ruolo cruciale e rivediamo anche una vecchia conoscenza: Sharon Carter, la nipote di Peggy, in tutte altre vesti.

Una storia carica di intreccio e riferimenti

Le puntate si susseguono a ritmo incalzante, in ciascuna di esse c’è almeno una lunga scena alla “Marvel maniera”: inseguimenti, lotte, effetti grandiosi, insomma, è lo stile a cui noi marvelliani siamo ormai abituati da tempo e che ci aspettiamo.
La storia è parecchio ingarbugliata, i personaggi che si incontrano sono tanti e non solo quelli che ho citato sopra, ce ne sono altri di notevole spessore.

Il punto debole della serie tv

A mio avviso, la grande pecca di questa serie tv è la fretta con la quale certi passaggi sono stati trattati, toccando questioni delicate solo in superficie, senza approfondire e senza chiarire.
Ed è un peccato, davvero. Bastava diluire un po’ il racconto per essere più efficaci e più incisivi.
Ad ogni modo, The Falcon and the Winter Soldier è una serie che porta scottanti tematiche americane sullo schermo: “Un mondo, un popolo”, è forse l’America che vuole ritrovare il suo ruolo messianico messo in discussione da tante vicende di cronaca e politiche degli ultimi anni?

Tanti spunti interessanti di riflessione e di approfondimento che sarebbe stato meglio esplorare con maggiore profondità perché molto attuali e scottanti. L’aspetto più innovativo che ho riscontrato: si punta ora sulla non infallibilità dei supereroi e sul fatto che non esiste una assoluta verità, ma diverse sfaccettature di parti di verità.

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