Il mio sogno irraggiungibile: scarpe grandi numeri

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Non ho mai raccontato di quando per cercare un paio di scarpe molto femminili per me, sono andata a finire in un negozio particolare… ma non voglio anticiparvelo subito. Leggete con attenzione tutto il post… e lo scoprirete.
E’ uscito fuori dalla mia memoria questo ricordo di recente, quando, parlando di shopping e soprattutto di scarpe, ho risposto che dall’alto del mio bel 43 di piede, difficilmente (anzi mai) riesco a trovare della calzature che mi vadano bene.

Dovreste vedere la faccia dei negozianti e delle commesse quando entro in un negozio chiedendo un numero del genere da donna. Le reazioni sono delle più disparate:

  • c’è chi mi scoppia a ridere in faccia, credendo si tratti di uno scherzo: “Sei su scherzi a parte!?”
  • c’è chi mi chiede: “Come, scusi?!” con occhi strabuzzati, pensando di aver capito male
  • c’è chi immediatamente fa cadere lo sguardo sui miei piedi, come se fossi un fenomeno da baraccone
  • c’è chi mi guarda quasi schifato, senza neanche rispondermi a parole, mi fa segno di no, con tanto di spallucce e mi volta le spalle
  • c’è chi, un po’ più fiducioso e ottimista, mi propone di provare dei 40 abbondanti dicendomi: “Ma sì, questi calzano bene… ” e io faccio la figura della sorellastra di Cenerentola mentre tenta di indossare la scarpetta di cristallo
  • c’è chi mi conduce alla vetrine delle scarpe da uomo indicandomi scarpe da ginnastica, anfibi e mocassini che secondo loro sono diventati, apposta per me, unisex

Ormai mi ci sono abituata a questo genere di reazioni.
Basti pensare che per la mia prima comunione (indossavo, all’epoca, già il mio bel 38), mia mamma ha girato quasi tutti i negozi di Roma per trovarmi delle scarpe bianche che non fossero da sposa. Alla fine ha optato per delle banali ballerine, che quelle vanno bene sia ad una ottenne e sia ad una cinquantenne (che te la voglio vedè una cinquantenne con le ballerine bianche, che carina che è!).

E di aneddoti sui miei piedi grandi quanto una barca da rimorchio ne avrei tanti, ma tanti…

Scarpe grandi numeri da sogno

Non mi ricordo bene per quale occasione speciale, stavo cercando delle scarpe femminili, parecchio femminili. Non ricordo di quale colore particolare e comunque, molto taccate.
Dopo aver girato tutti i negozi specializzati in numeri abnormi di Roma, senza aver trovato nulla che mi soddisfacesse, se non le solite decoltè beige, o nere, con tacco neanche troppo alto, passeggiando per via Cavour, rimasi affascinata da una vetrina di un negozio… tutti articoli d’abbigliamento e calzature eccentriche, colorate, paillettate… quel pomeriggio ero a passeggio con mia sorella, decidemmo di entrare.
Li per lì non afferrai immediatamente dove ci trovavamo, di sicuro era un negozio con pezzi veramente particolari, originali, unici e sicuramente eccentrici: stivali alla schiava, corpetti e bustini di pelle, boa coloratissimi, vestiti lunghi con spacchi vertiginosi e scarpe, tante scarpe meravigliose… e la cosa sorprendente (per me) era che esisteva TUTTO della taglia che andava bene anche per me! Sembravo Alice nel paese delle meraviglie. Sembravo catapultata nel mio più bel sogno.
Ad un certo punto, mia sorella mi si avvicina e sotto voce mi fa: “Hai visto la tipa al bancone?”, in verità, le avevo dato un’occhiata superficiale appena entrata, perchè ero folgorata dalle mirabilie che stavano esposte, quindi non mi ero soffermata più di tanto su di lei… ad un certo punto molto gentilmente la tipa ci chiede: “Tesori, posso aiutarvi?” e la voce era inequivocabilmente maschile. Lì ho capito. Ho capito tutto.

Ero finita in un negozio di articoli di abbigliamento per trans. Ed era fighissimo!
Peccato però, che pure i prezzi non erano poi così abbordabili (al tempo ero ancora una squattrinata studentessa universitaria, quindi non potevo permettermi niente del genere)… avevo adocchiato un paio di scarpe con tacchi vertiginosi tutte fucsia, e un brillantino di lato, che erano meravigliose. Erano molto simili a queste

scarpe misure grandi

… neanche nei miei sogni ho mai osato tanto… e lì son rimaste.
Ahimè.

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7 commenti

  1. E io che mi lamento del mio 39/40! Comunque conosco il negozio in questione 😀

  2. Ecco io ho il problema opposto perché un misero 37 non sempre è trovabile nel reparto donna, il numero di punta mi hanno spiegato essere il 39 di cui ci son sempre tante paia, gli altri a scalare o a crescere sempre di meno, il 37 a volte lo trovo nel reparto bambina ma capisci che non sono scarpe adatte ad una che ha 40 anni.

    1. Infatti immagino che il problema opposto sia di simili difficoltà…

  3. Questo post mi fa morire dalle risate… le scarpe maschili che diventano unisex all’occorrenza e le cinquantenni con le ballerine bianche non le avevo ancora conosciute!
    Belle le scarpe fucsia, belle sui piedi degli altri però! Perchè io e i tacchi alti abbiamo divorziato anni fa.
    Ketty

    1. Eh… ridi, ridi! 🙂

  4. Ti posso capire benissimo!! Ho 17 anni e dall’alto del mio 45 posso capire tutto quello che hai passato e magari stai ancora passando, proprio cercando un ennesimo sito che possa vendere scarpe adatte ad una ragazza della mia età e che abbia il mio numero, mi sono imbattuta in questo tuo post… per il momento non ho ancora trovato il sito che mi soddisfi appieno ma sono ancora nelle fiduciosa speranza che sempre più aziende di calzatura possano “aprire gli occhi” e capire la realtà che oramai ci circonda, cioè un numero sempre più maggiore di ragazze e donne che si sono stufate di indossare solo scarpe da ginnastica o svuotare il portafoglio per una banalissima ballerina… arrivando magari al punto che noi “piedone” non ci dovremmo più vergognare di quello che siamo e che non possiamo cambiare.
    Un bacione a te Micaela e a tutte quante le “disperate della misura” 🙂

    1. Un grande abbraccio a te e grazie!

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