Don’t look up: il grottesco dei nostri tempi

Don’t look up: non guardare in alto.

Il film Don’t Look Up ha un cast spettacolare (Leonardo di Caprio, Jennifer Lawrence, Maryl Streep, Rob Morgan, Themotèe Chalamet, Ariana Grande,…) e tratta temi di grande attualità, come il ruolo della scienza nel quotidiano e il valore della sua comunicazione.

Critica separata

La critica di questa nuova produzione Netflix si è separata nettamente: c’è chi ha trovato il film banale e fallimentare, c’è chi lo considera un capolavoro originale tanto da invocare almeno qualche nomination agli Oscar. Questa dualità è tipica dei film che innovano e introducono elementi di originalità nella storia raccontata, quindi anche solo per questo, vale la pena di essere visto.

Il ruolo della scienza nel quotidiano e la sua comunicazione

A mio avviso, tra i film catastrofici visti finora, è quello forse più verosimile, seppur nel suo trattamento grottesco, perchè viviamo in una realtà che ha del grottesco sul serio.
La scienza, quando viene strumentalizzata in nome del profitto, viene per forza deformata e travisata, facendo perdere di vista quindi il suo obiettivo vero: risolvere il problema.
Il nodo cruciale di tutto il film è proprio questo: la scienza è la risposta, la cecità dell’umanità è l’impedimento, o meglio, la corsa al profitto a tutti i costi sarà la nostra condanna.

Un professore del corso di Astronomia (Leonardo di Caprio) di una università statale di un angolo dell’America (e qui, si solleva la questione della validità dell’istruzione pubblica), insieme ad una sua dottoranda (anzi, è proprio lei la mente di tutto), scopre l’avvicinamento drammatico di una cometa alla terra, il cui impatto è certo che disintegrerà qualsiasi forma vivente e decreterà la fine del pianeta a tutti gli effetti.
Scoperta sconvolgente, elettrizzante e catastrofica.
Panico.
Le difficoltà incontrate degli studiosi sono molteplici: trovare un canale per parlare con le stanze del potere, rendere comprensibili le loro scoperte, trovare quindi una soluzione, monitorare l’andamento degli eventi, sopportare il peso della conoscenza, di fronte ad un’opinione pubblica scettica, distratta da questioni ben più futili, che non ha voglia di far funzionare gli ingranaggi cerebrali.

Quando il presidente degli USA è una donna e non cambia nulla

Nota curiosa: il presidente degli Stati Uniti è una donna (Maryl Streep), che però riveste quel ruolo esattamente come un uomo, senza alcuna differenza, anzi, con maggior assurdità. E’ tutta presa dalla sua immagine, dall’esito dei sondaggi e dal suo look, noncurante dei reali problemi, circondata da persone incapaci e carica lei stessa di pregiudizi.
Mi verrebbe da dire che si tratti di un Trump in gonnella, ma non lo farò.
Peccato aver creato un personaggio femminile ricalcando il peggiore del personaggi maschili che hanno rivestito quel ruolo. Quindi, mi chiedo: qual è la novità (ammesso si sia voluto inserire un elemento di novità e non si sia voluto invece sottolineare il fatto che avere a capo una donna non cambierebbe di una virgola le cose, il che è tutt’oggi non dimostrabile in alcun modo)?

Perchè allora “Don’t Look up”?

Da qui il “Don’t look up” per non far rendere conto alle persone di quanto sta succedendo proprio sopra le loro teste, in maniera visibile, tangibile: la fine del mondo si vede sempre più chiara, ma il potere politico, legato strettamente a quello economico, tende a controllare la questione semplicemente nascondendola sotto il tappeto, come se fosse polvere, perchè conviene così. Peccato che quel granello di polvere abbia il diametro di svariati chilometri ed abbia il potere di disintegrare il pianeta intero.
Un modo per dire che se non si guarda tutti nella stessa direzione, se non si convoglia gli sforzi di ciascuno verso il medesimo obiettivo, ciò che viene predetto è destinato inesorabilmente ad avverarsi, nostro malgrado.
La condivisione dello scopo, scevro da interessi. Utopico, ma non utopistico.

Come finisce Don’t look up? Non ve lo dico

Il risultato?
Beh, se siete curiosi, guardate il film.
Usate una buona dose di critica, cercate di leggere tra le righe (senza nemmeno troppo sforzo), guardate le manifestazioni di negazionisti che poi però alzano gli occhi al cielo.

Bel film, bel cast, bella recitazione, qualche punto morto, ma non troppo.

Attenzione alle post credit scene.

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